Albenga Corsara incontra i protagonisti di Su La Testa- 2

di Alfredo Sgarlato – Come ogni anno, Albenga Corsara pone alcune domande ai musicisti che parteciperanno a Su la Testa. Il secondo incontro è con Mario Venuti, eclettico artista che vorremmo vedere in cima a tutte le classifiche. Dopo gli inizi new wave con gli straordinari Denovo, Venuti ha esplorato il rock, la canzone d’autore, la musica brasiliana, sempre con grande personalità e raffinatezza, ed è stato un grande stimolatore per la scena musicale di Catania, che negli anni ’90 era diventata la capitale del rock italiano.

Il Nobel a Bob Dylan continua a stimolare il dibattito… secondo voi la canzone d’autore è poesia, è un genere letterario a sé, è qualcosa di totalmente altro dalla letteratura, è tutte queste cose insieme? Secondo me la canzone è qualcosa di diverso dalla letteratura e anche dalla poesia. È un mezzo molto potente di comunicazione di massa. La musica semplice e diretta riesce a comunicare messaggi che incidono fortemente sull’immaginario popolare. Ma la letteratura credo sia altro.

Ma i premi, aggiungono veramente qualcosa alla carriera di un artista?  I premi non credo servano agli artisti quanto servono in realtà al mercato, che poi vende i prodotti artistici.

mario-venuti-800x445

L’esplosione delle piattaforme online è un vantaggio o un problema in più in un mercato sempre più asfittico?Internet è stata una delle più potenti rivoluzioni industriali della storia. Insieme alle cose utili e belle lascia sul campo morti e feriti. Uno di questi feriti è la musica che deve reinventarsi sia come fruizione che come business.

Il pubblico della provincia è diverso rispetto a quello della metropoli, più partecipe o più distratto? Il pubblico di provincia è più assetato quindi, credo, meglio disposto.

In Italia c’è una grande tradizione di canzone melodica, eppure senza gli chansonnier francesi, i folksinger americani, il rock, parleremmo di musiche ben diverse. Quanto hanno contato per voi influenze straniere?Importantissime. Siamo figli di tutta questa somma di influenze. La musica varca i confini e le generazioni seminando i germi di nuove forme. Oggi più che mai.

2016 anno funesto… di chi sentiremo maggiormente la mancanza, non solo tra i musicisti? Bowie, Prince e Cohen le perdite più gravi. Ci dispiace per la loro dipartita , nel caso di Bowie e Prince prematura. Ma abbiamo le loro opere che sono immortali.

Vittoria Buratta: cosa cambia con il nuovo Censimento permanente della popolazione

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*