Confagricoltura Liguria, danni alluvionali 2014: Regione corretta ma superare la “cultura dell’emergenza”

Danni alluvionali 2014? “Reputiamo corretta la gestione amministrativa e tecnica attuata dalla Regione Liguria”; “la lettera del dipartimento di protezione civile degli inizi di ottobre – sottolinea in una nota confagricoltura – con la quale si richiede a 16 regioni italiane coinvolte da eventi calamitosi tra il 2013 ed il 2015, di rimappare i danni, testimonia la volontà di superare eventuali intoppi occorsi e di avere un quadro utile a reperire le risorse”. Confagricoltura confida in una positiva evoluzione della situazione ma superare la “cultura dell’emergenza” appare comunque indispensabile al di là della vicenda 2014.

“La posizione di Confagricoltura – precisa in una sua nota l’Organizzazione professionale agricola ligure – parte da una considerazione generale: reputiamo che la Regione Liguria abbia seguito le procedure corrette all’epoca dei fatti”.

“Regione Liguria – prosegue Confagricoltura Liguria – ha agito nel rispetto amministrativo della norma, partendo dalla ‘madre’ di tutte le stesse, ovvero la delibera 1320 del 2014 che ha giustamente ribadito come le procedure per la segnalazione, ed eventuale successiva richiesta di ristoro dei danni alle strutture o alle produzioni, siano per l’agricoltura quelle sancite dal decreto legislativo 102/2004, meglio noto come ‘fondo di solidarietà nazionale’, che utilizzano il famoso modello E”.

“L’ulteriore individuazione di fondi, da parte del Governo, e come evidenziato nel carteggio tra la Regione e il Capo Dipartimento di Protezione Civile Curcio, ha generato oltre alla logica aspettativa stante le poche disponibilità sul 102, anche confusione gestionale, peraltro evidenziata dalla lettera di Curcio con la quale si richiede a tutte le 16 regioni coinvolte in eventi calamitosi nel biennio 2013 – 2015, di riavviare o completare la ricognizione dei danni accertati in prima battuta con metodi e modelli giustamente differenti” – questa la posizione di Confagricoltura espressa da tempo e nelle sedi preposte, ovvero il “tavolo verde” della Regione Liguria.

“Perché giustamente differenti? – prosegue Confagricoltura –. Perché per i danni a strutture ed infrastrutture pubbliche, privati e a tutte le attività produttive, è in uso, da sempre, il ‘fondo di protezione civile’ con il modello C, molto più semplificato delle procedure per le imprese agricole che sottostanno al ‘fondo di solidarietà nazionale’ attivabile con il modello E”.

“Riteniamo – continua Confagricoltura Liguria – che ad oggi la strumentazione in essere permetta maggiori possibilità, adeguate alla maggiore cadenza di eventi calamitosi, per il ristoro dei danni alle strutture, grazie al Piano di Sviluppo Rurale, e che il danno alle produzioni, eccezionalmente considerato come ristorabile sul 102, ma anche sui fondi di protezione civile, rappresenti comunque un ambito in cui operare per prevenire”.

Questo evento calamitoso, ormai parte di una costanza di alluvioni che colpiscono la nostra Regione, presenta – secondo Confagricoltura Liguria – due positività rispetto al passato:

1. La possibilità offerta dal PSR di ristorare con apposita misura i danni strutturali ed ai macchinari come novità assoluta stante anche il fatto che la copertura di questi danni è all’ 80 % del valore, e considerando che il decreto legge 102/2004 negli ultimi 30 anni ha al massimo ristorato alle singole aziende il 20 % del danno subito, vista la mole complessiva degli stessi e le sempre più scarse risorse finanziarie disponibili.

2. La posizione condivisa e coesa tra Regione e Governo nazionale che ha consentito, per le produzioni, e grazie ad un’unanime proposta delle Organizzazioni professionali agricole, di far riconoscere come assicurabili le produzioni “perse” in questi eventi, pur non essendo le cultivar coinvolte nell’elenco di quelle non assicurabili, ma avendo affermato il principio che – stante la dismisura tra premio richiesto e valore commerciale del bene – di fatto queste produzioni sono assicurabili sulla carta ma non nella realtà dei fatti.

“Appare chiara – sottolinea con forza Confagricoltura Liguria – la stortura di colture assicurabili ma che nella realtà dei fatti non lo sono, stante l’altissimo premio richiesto in proporzione al valore commerciale della singola pianta”.

“Occorre quindi una prevenzione, attuata ed attuabile in tal senso, in un sinergico lavoro tra Organizzazioni agricole, Regione, Ministero e compagnie assicurative per permettere di superare definitivamente questa stortura”.

“A regime (ancorchè brutto a definirsi ciò in questi termini) un giusto sistema assicurativo – conclude la nota di Confagricoltura Liguria – e la misura di ristoro per le strutture ed i macchinari prevista dal PSR possono rappresentare una giusta “difesa” da questi eventi con cui, purtroppo, sempre più spesso dobbiamo confrontarci”.

“Attendiamo quindi fiduciosi il positivo esito dei procedimenti in atto, confidando che questa emergenza non divenga territorio di ‘speculazioni’ politiche di sorte”. Questo l’ammonimento di Confagricoltura Liguria.