Rettore Università di Genova: “teoria gender? non so cosa sia, l’ideologia è fuori luogo”

Libretto dedicato agli studenti trans, Comanducci, rettore Università di Genova su Radio 24: teoria gender? non so cosa sia, l’ideologia è fuori luogo. Attuiamo l’articolo 3 della Costituzione |

“L’iniziativa è partita dal comitato di pari opportunità, dove vi sono i rappresentati degli studenti. La maggior parte degli studenti è favorevole, si tratta di fornire un doppio tesserino  d’identità con nomi diversi,  il sesso e il nome di norma lo cambia il comune e non l’università, però c’è una lunga trafila burocratica. Per cui  lo studente si può presentare all’esame con “un apparenza e sentimento diverso” a quello indicato all’anagrafe, evitando un disagio per lo studente e per i commissari. Consentiamo di aver questo secondo badge con il nome cambiato. Io  credo che sia un piccolo gesto di sensibilità umana nei confronti di persone che sono in un momento complesso della loro vita, farne una discussione ideologica e sbandierare teorie del genere mi sembra fuori luogo”.

Così, Paolo Comanducci, rettore dell’università di Genova risponde a Simone Spetia durante Effetto Giorno su Radio 24 in merito alla opportunità per gli studenti trans di fare richiesta di un doppio badge. Il rettore prosegue chiarendo che Genova non è l’unica università: “ Ci sono Torino, Bologna, Padova e Napoli, quest’anno tutti gli studenti possono  richiedere il badge, adesso abbiamo una decina di studenti che hanno richiesto il doppio badge”.

Sulla contestazione da parte di Fratelli d’Italia per la scelta operata dall’università il rettore su Radio 24 spiega : “Io sinceramente non ho ancora ben chiaro in che cosa consista la teoria Gender. So che esistono nel nostro ateneo e in altri, anche negli Stati Uniti, degli studi di genere, ma sono un campo di studio serio che non propaganda un’ideologia. Certamente oggi c’è un cambiamento della sensibilità collettiva su questi temi, un tempo non se ne sarebbe parlato. Io credo che stiamo attuando il secondo comma dell’art. 3  della costituzione, si tratta di trattare gli uguali nell’uguale e i diversi nel modo diverso, nel momento in cui c’è una differenza significativa. Non è una scelta arbitraria, è come uno si sente dentro, che è  la cosa più importante”.