Gioco d’azzardo, confermata l’apertura di altre 5000 sale da gioco

Nonostante i diversi provvedimenti locali, lo Stato pensa di aumentare il numero di centri dedicati al gambling nel 2017. Arrivando a raddoppiarlo |

I comuni e le Regioni combattono l’azzardo, lo Stato lo fomenta. Il provvedimento che potrebbe entrare in vigore con la Legge di Stabilità 2017 ha dell’incredibile, visto che sconfessa il lavoro fatto dagli enti pubblici locali e regionali negli ultimi mesi, colpendoli con una forza mai vista prima.

Il testo consegnato in Conferenza Unificata ha confermato una manovra prevista dalla precedenza legislazione, in virtù della quale verranno aperte 5000 nuove sale da gioco con certificato di tipo A. Un numero impressionante, se si considera che 5000 è anche la cifra di quelle attualmente aperte. L’idea di raddoppiare i centri di scommesse si sposa bene con il rilancio degli introiti statali, che grazie al gioco d’azzardo arrivano a circa 10 miliardi di euro all’anno. Come pochi altri mercati in questo momento, e in più la prospettiva di un aumento costante. Gli ultimi dati parlano di un aumento del 27% della cifra spesa in slot machine online da parte dei giocatori. Non è difficile quindi immaginare l’impatto che un simile provvedimento potrebbe avere sui giocatori italiani.

La manovra prevede la diminuzione progressiva delle AWP, per arrivare nel lungo periodo all’eliminazione totale. L’idea è arrivare a una riduzione del 30% entro il 31 dicembre 2017, data anticipata rispetto a quanto previsto in precedenza. Le poche rimaste verranno avvicinate alle VLT, che sostituiranno le macchinette eliminate. Le videolottery sono tuttavia macchine più aggressive e più rapide nel prendere più denaro in poco tempo. Per questo si teme che lo spostamento delle AWP possa portare i giocatori in un luogo più pericoloso: quello delle videolottery. Il provvedimento verrà certo esposto a numerose critiche, essendo di fatto un dietrofront rispetto a quanto avvenuto fino a questo momento nel settore dell’azzardo.

L’approvazione del testo potrebbe scatenare nei prossimi mesi un’ulteriore riflessione sul delicato tema dell’intromissione dello Stato nell’azzardo. Da un lato è evidente che permettere la proliferazione del gambling sul territorio italiano è un incentivo alla ludopatia, non riuscendo a controllare i soggetti a rischio. È però altrettanto chiaro che un intervento massiccio rischia di creare lo stesso problema. slot

La soluzione potrebbe essere educare i cittadini a un gioco ragionato, se non introdurre una regolamentazione specifica sulla cifra massima da spendere in ogni esercizio. Online il giocatore può stabilire quanto denaro può caricare sul proprio conto gioco ogni settimana, e il sistema blocca ogni possibilità di effettuare un versamento superiore. Con slot machine di ultima generazione sarebbe possibile identificare l’utente che si appresta a effettuare la puntata e fermarlo quando sta giocando per una soglia troppo alta. Magari con un sistema simile a quello che permette di acquistare le sigarette soltanto tramite l’utilizzo della tessera sanitaria.

Tutte innovazioni a cui non si pensa, anche perché non conviene. In fondo le casse statali hanno bisogno dei soldi del gambling, e i finti provvedimenti per aiutare gli affetti da ludopatia dimostrano che non si vuole intraprendere la strada del gioco intelligente. Un vero peccato, perché potenzialmente gli strumenti a disposizione esistono.