Demenze senili: in Liguria 34.000 gli anziani colpiti

Il progressivo invecchiamento della popolazione ha comportato un aumento dei disturbi cognitivo-comportamentali di natura neurodegenerativa, destinati ad acquisire in futuro sempre più rilevanza. Tra le sindromi neuropsichiatriche più comuni vi sono le demenze: con una prevalenza del 5-8% negli over 65, colpiscono 1,2 milioni di italiani (34.000 in Liguria) e, in circa il 15-25% dei casi, possono associarsi a depressione.

Nella presa in carico del malato di demenza, dal riconoscimento dei primi sintomi al trattamento a lungo termine, il Medico di famiglia è una figura cruciale all’interno della rete integrata di servizi sul territorio. A lui è dedicato il progetto di formazione itinerante “Piano Nazionale Demenze, nuovi scenari di cura”, che arriverà a Genova (presso lo Star Hotel President) il 18 e 19 novembre. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Italiana Psicogeriatria con il grant incondizionato di Angelini, azienda da anni impegnata a tutela della salute mentale dell’anziano, prevede un ciclo di 13 eventi ECM locali in 13 Regioni italiane, da maggio a novembre. Obiettivo: raggiungere oltre 650 Medici di Medicina Generale, ai quali presentare i contenuti e le finalità del recente Piano Nazionale Demenze, per suggerire un più corretto approccio diagnostico-terapeutico al problema. All’evento di Genova parteciperanno 50 Medici di famiglia provenienti dalla Liguria e dal basso Piemonte.

Le demenze sono sindromi cerebrali degenerative che colpiscono la memoria, il pensiero, il comportamento e la capacità di svolgere le attività quotidiane. Il loro carattere progressivo rende necessaria una diagnosi tempestiva, che consenta di attivare interventi farmacologici e psico-sociali volti a rallentare l’evoluzione della malattia e contenerne i disturbi specifici. Partendo da queste considerazioni e dalla volontà di combattere lo stigma che spesso accompagna tali malattie, il 30 ottobre 2014 è stato approvato l’accordo tra Stato e Regioni sul documento “Piano Nazionale Demenze” che, puntando a una gestione integrata e multidisciplinare del problema, intende fornire indicazioni strategiche per migliorare e uniformare la qualità dell’assistenza erogata in Italia: dalle terapie specialistiche al sostegno e all’accompagnamento del malato e dei caregiver, durante tutto il percorso di cura. In questo complesso scenario si colloca l’operato del Medico di famiglia, fondamentale per l’applicazione degli obiettivi del Piano, in collaborazione con lo specialista.

“La complessità della sfida alle demenze e la loro crescita esponenziale, legata all’aumento dell’aspettativa di vita, rendono necessario strutturare sul territorio interventi assistenziali appropriati e precoci, che richiedono un’adeguata preparazione da parte del personale sanitario”, spiega Marco Trabucchi, Presidente di AIP. “Il Piano Nazionale Demenze costituisce il primo tentativo di dare al nostro Paese una guida unitaria per affrontare una priorità mondiale di salute pubblica: è un punto di partenza di grande significato, perché coinvolge gli operatori a tutti i livelli, comunicando ai cittadini un impegno diffuso da parte della comunità. Per questo motivo, l’Associazione Italiana Psicogeriatria intende dar vita a un’intensa attività formativa, volta a presentare il Piano ai Medici di Medicina Generale, aumentare la loro consapevolezza sul problema demenze e coinvolgerli nella rete assistenziale integrata, dove rappresentano una figura centrale: sono infatti il primo riferimento sul territorio per il paziente e i caregiver. Il loro ruolo è essenziale per riconoscere tempestivamente i sintomi, portare la famiglia alla coscienza del bisogno di un intervento, intercettare i casi da avviare ai Centri specialistici e supportare l’assistito e i suoi familiari lungo tutta la storia naturale della malattia, in un percorso condiviso con lo specialista”.

“Attualmente in Liguria le persone affette da demenza sono circa 34.000”, dichiara Luigi Ferrannini, Presidente della Sezione Ligure AIP, psichiatra e professore a contratto presso l’Università di Genova. “Si tratta di un trend in crescita per anni, ma che negli ultimi tempi ha registrato i primi segnali di rallentamento grazie a interventi sui fattori di rischio. Nei Centri per i Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD) sono seguiti e trattati stabilmente circa 12.000 pazienti, ma l’elevato tasso di popolazione anziana, che caratterizza la nostra come la Regione italiana più longeva, richiede significativi e continui investimenti che non sono stati previsti nel Piano Nazionale Demenze, già recepito. La Giunta ha, inoltre, recentemente deliberato anche un Piano Regionale, che sarà presentato proprio in occasione dell’evento del 18 e 19 novembre”.

“Come AIP Liguria, con il corso di Genova, ci aspettiamo di diffondere la conoscenza del Piano Nazionale e dello stato di applicazione anche nelle altre realtà regionali, sottolineando la centralità del ruolo del Medico di Medicina Generale”, prosegue Ferrannini. “A fronte dell’alta prevalenza di persone in età geriatrica, è necessaria la costruzione di Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali (PDTA), che mettano in rete tutti i CDCD del territorio, differenziandoli per livello di diagnosi offerto. È fondamentale combattere i crescenti elementi di stigmatizzazione nei confronti dell’anziano fragile, non solo affetto da demenza, favorendo l’integrazione tra percorsi di cura ed interventi psicosociali, in modo da rompere l’isolamento e l’abbandono e dare ai familiari elementi di speranza”.