Chiusura Museo Archeologico: ad Albenga polemiche da… cavadenti

Chiusura Museo Archeologico: ad Albenga polemiche da… cavadenti |

(fp) Savona / Albenga.  Rimbalza fino ad Albenga il caso dei pesanti tagli operati sugli enti di cultura messi in opera dalla Giunta di Savona per rimettere in sesto i conti del bilancio comunale. Tra le misure più contestate quelle che interessano il futuro del Civico Museo Archeologico, il quale ha dal 1990 la sua sede al Priamàr e che risulta da ieri temporaneamente chiuso al pubblico. Al momento non è ancora del tutto chiaro né a chi sarà affidata con relativa continuità la gestione né quale logica seguirà il futuro programma di apertura e l’eventuale riqualificazione dell’offerta dei servizi museali.

Il Civico Museo Archeologico fa parte del circuito MUSA (Civici Musei Savona): inserito nella rete dei musei della Regione Liguria e della Provincia di Savona, era gestito – fino a ieri – dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri, al quale la giunta guidata dal sindaco Ilaria Caprioglio ha deciso di non rinnovare la convenzione considerata, secondo l’opinione del suo assessore al Bilancio Silvano Montaldo, eccessivamente onerosa per le attuali casse comunali. Su questo punto la polemica savonese è nota perché si trascina ormai da lungo tempo ed è stata preceduta nei mesi scorsi da accuse incrociate, filari di proclami, carte bollate e ricorsi al Tar.

Ma è proprio il definitivo mancato rinnovo della gestione all’Istituto Internazionale di Studi Liguri ad aver dato il proverbiale fuoco alle polveri anche ad Albenga, pretesto per un nuovo scontro – nella loro ancora più lunga disfida – tra il consigliere comunale Eraldo Ciangherotti e l’avvocato Cosimo Costa, attuale presidente della Sezione Ingauna dell’IISL.

«Abbiamo letto con immenso stupore e indignazione quanto scritto su Facebook, il 2 novembre corrente, dal dottor Ciangherotti, capogruppo di Forza Italia nel Consiglio Comunale di Albenga: “Eraldo Ciangherotti: L’istituto di Studi liguri è come un cancro difficile da sterminare. Nel tempo si sono ramificati fino a considerare di proprietà esclusiva i musei dove sono riusciti ad entrare. Vi sono vicino, ad Albenga stiamo combattendo con pazienza per toglierli di mezzo”», precisa una nota di Cosimo Costa: «Luigi Einaudi, primo presidente della Repubblica ha scritto che “per giudicare bisogna conoscere”. Il dottor Ciangherotti ha giudicato senza conoscere nulla di ciò che l’Istituto Internazionale di Studi Liguri è e rappresenta nell’ambiente culturale della nostra regione, in campo nazionale ed internazionale. Ha scritto frasi ingiuriose e diffamatorie degne solo di un fraseggio delle truppe di occupazione nazi-fasciste in Italia durante il periodo dell’Olocausto. Quando il dottor Ciangherotti avrà attentamente letto gli oltre 500 volumi di storia e archeologia pubblicati dall’Istituto potrà allora, e solo allora, dare un giudizio che, ci auguriamo, possa essere diverso da quello di oggi».

L’Istituto Internazionale di Studi Liguri, ricorda il presidente Costa, «ha fondato tutti i musei della riviera di ponente, da Ventimiglia a Savona. In particolare ad Albenga dove li gestisce dal 1933 e dove ne ha supportato l’intero onere finanziario negli anni ’80 e ’90 quando vi è stata la latitanza delle Istituzioni comunali. L’Istituto non è mai, si ripete mai, “entrato” nei musei altrui, ma li ha sempre istituiti e curati. Ha promosso e diretto in Albenga il primo scavo sottomarino al mondo, ospitandone i reperti nel Museo Navale Romano presso la sua sezione ingauna a Palazzo Peloso Cepolla. Si vuol infine far presente al dottor Ciangherotti che l’Istituto è considerato dal Ministero dei Beni Culturali degno di essere compreso nell’elenco ufficiale istituito dalla legge 17 ottobre 1996, n. 534 che annovera un centinaio di istituzioni in tutt’Italia e solo due in Liguria e che il Museo Archeologico del Finale a Finale Ligure, costituito e da sempre gestito dall’Istituto, nel 2012, nell’ambito del premio al miglior nuovo allestimento museale ha ricevuto dall’ICOM (The International Council Of Museums) la menzione speciale».

*Nella foto:  “Il cavadenti”, opera attribuita a Caravaggio (ca. 1608 – Firenze, Galleria Palatina di Palazzo Pitti)