No allo spostamento delle Riparazioni navali dal porto di Genova

Liguria, quale futuro per le Riparazioni Navali? Incontro con i lavoratori e dibattito in Consiglio regionale |

Gran parte dei lavori del Consiglio regionale sono stati oggi incentrati sul caso delle Riparazioni Navali del Porto di Genova, sollevato anche da una mal congeniata interrogazione presentata dai consiglieri di minoranza del gruppo M5S.

Prima di aprire la seduta il presidente del Consiglio regionale Francesco Bruzzone ha accolto le richieste di una nutrita delegazione di lavoratori delle Riparazioni Navali di Genova in sciopero, che domandavano un incontro con la giunta e l’Assemblea legislativa e chiedevano garanzie per il futuro del cantiere portuale.

Hanno partecipato al dibattito i rappresentanti sindacali di categoria di Cgil, Cisl e Uil, numerosi consiglieri regionali, l’assessore allo sviluppo economico Edoardo Rixi e il presidente della giunta Giovanni Toti.

Al centro dell’incontro l’interrogazione, presentata nella seduta della settimana scorsa da Alice Salvatore, e sottoscritta da tutto il gruppo Movimento5Stelle, che chiedeva alla giunta e all’assessore competente “se intendano attivarsi per delocalizzare le attività inerenti le riparazioni navali, alla luce di un gravissimo fenomeno di inquinamento ambientale e, in caso affermativo, con quali tempistiche”.

Bruno Manganaro, segretario Fiom-Genova,  ha sottolineato che il settore delle Riparazioni Navali assicura lavoro a oltre 2500 dipendenti  ed un notevole indotto ed è, quindi, una ricchezza per la città. «Non è accettabile che qualcuno dica che le riparazioni devono essere delocalizzate» ha ribadito, sottolineando che anche Fincantieri si è riposizionato in questo settore e ha invitato a non usare la questione ambientale «in modo furbesco. L’ambiente è un argomento serio e noi – ha aggiunto – siamo i primi a volerne parlare, ma nell’ambito di una discussione seria». Manganaro ha, quindi, ribadito che il settore delle riparazioni deve essere ampliato ed ha chiesto una dichiarazione chiara da parte del Consiglio, un atto formale con il quale si confermi che le riparazioni navali restano.

Anche Daniele Tonni,  segreteria Uilm Genova,  ha chiesto al Consiglio un definitivo impegno per non delocalizzare e tantomeno chiudere  le riparazioni navali.
Stefano Menone della Fiom Cisl  ha ribadito che ambiente e lavoro possono coesistere. «A Genova – ha detto – il  lavoro non manca: bisogna saperlo prendere, aggredirlo e svilupparlo».

LE DETERMINAZIONI PRESE DAL CONSIGLIO REGIONALE

Al termine di un lungo incontro con una delegazione di lavoratori e rappresentanti sindacali delle Riparazioni navali del porto di Genova, avvenuto in aula durante una sospensione della seduta, il Consiglio regionale ha approvato una risoluzione, articolata in sei punti che sono stati votati singolarmente. L’Assemblea impegna la giunta a dichiararsi contraria a qualsiasi ipotesi di trasferimento delle Riparazioni navali del porto di Genova.

1) È stato approvato all’unanimità il primo punto della risoluzione, che impegna la giunta a “dire no a qualsiasi ipotesi di trasferimento”.

2) Approvato all’unanimità anche il secondo punto, che impegna la giunta “ad attivarsi in tutte le sedi più opportune per garantire la continuità produttiva e lo sviluppo delle Riparazioni navali nell’attuale sito”

3) Approvato all’unanimità anche il terzo punto, che impegna la giunta “a mettere in atto tutte le iniziative volte a realizzare i necessari interventi infrastrutturali, nel rispetto della sicurezza della salute dei lavoratori e dei cittadini (i lavori per la ristrutturazione dei bacini, il completamento dell’elettrificazione delle banchine previste dal Piano Regolatore Portuale)”.

4) Approvato, con il voto favorevole della maggioranza di centro destra, del Pd, di Rete a Sinistra e di Francesco Battistini (Mov5Stelle) e il voto contrario di Alice Salvatore, Marco de Ferrari, Gabriele Pisani e Andrea Melis del Movimento5 Stelle, il quarto punto che impegna la giunta a “attuare le previsioni contenute nel Blue Print, a partire dall’ampliamento del bacino 4 e dalla realizzazione di un’adeguata zona operativa retrostante”.

5) Approvato all’unanimità il quinto punto, che impegna la giunta a ”garantire la centralità delle riparazioni navali nel tessuto produttivo genovese e ligure, i livelli occupazionali e concrete prospettive di sviluppo”

6) Approvato, con il voto favorevole della maggioranza di centro destra, del Pd, di Rete a Sinistra e di Francesco Battistini (Mov5Stelle) e il voto contrario di Alice Salvatore, Marco de Ferrari, Gabriele Pisani e Andrea Melis del Movimento5 Stelle, il sesto punto che impegna la giunta a “operare per assicurare l’accelerazione delle procedure per la realizzazione dei lavori del ribaltamento a mare del sito di Fincantieri di Sestri Ponente”.

Nelle premesse della risoluzione viene sottolineato che il settore delle Riparazioni navali rappresenta una eccellenza del tessuto industriale ligure e assicura circa 5 mila posti di lavoro “in un contesto produttivo che presenta evidenti criticità e desta serie preoccupazioni dal punto di vista occupazionale e economico”.

Le risoluzioni prese dal Consiglio regionale sono state precedute da un ampio dibattito che ha visto confrontarsi i vari schieramenti.

IL DIBATTITO IN AULA

Lilli Lauro (Giovanni Toti Liguria) si è dichiarata pronta a formulare un ordine del giorno con il quale la giunta e la maggioranza affermino con chiarezza che «i cantieri non devono essere spostati» e che, al contrario, hanno bisogno di crescita. «Il percorso ambientale non deve intaccare il lavoro» ha detto, sottolineando che la delocalizzazione non è supportata dalla volontà politica della maggioranza e che a suscitare la presa di posizione dei lavoratori è stata l’interrogazione formulata da un gruppo di minoranza. «Ed ora voglio che ci mettano la faccia» ha concluso il consigliere rivolgendosi ai sottoscrittori dell’interrogazione.

Raffaella Paita – capogruppo Pd – ha ribadito che il suo gruppo «è contrario a qualsiasi ipotesi di trasferimento delle Riparazioni Navali» e ha ricordato il documento elaborato su questo argomento dal gruppo nei giorni scorsi. Paita ha dichiarato che «le Riparazioni fanno parte della storia del territorio ligure e genovese». Secondo Paita chi avevano presentato l’interrogazione in cui si chiedeva alla giunta di prendere in considerazione l’ipotesi di trasferire il cantiere, «ha capito poco della nostra comunità e di quello che è accaduto in quel sito, a partire dall’allestimento del Rex fino alle più grandi innovazioni, e ha capito poco del futuro di questa città».

Il consigliere ha rilevato che le difficoltà che sta attraversando l’economia ligure «non ci permettono di perdere le nostre eccellenze e le nostre professionalità». Secondo Paita «chi oggi propone di spostare questo polo o ha perso la ragione oppure ha dimostrato di non sapere nulla della nostra comunità. Chiedo formalmente di ritirare questa proposta» e ha annunciato che il gruppo ha presentato un ordine del giorno su questa materia.

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra), dopo avere invitato a non fare polemiche fra le forze politiche, ha sottolineato che la storia delle riparazioni navali rappresenta «un pezzo irrinunciabile dell’identità stessa di questa città e non vanno, quindi, delocalizzate». Ha ribadito che su questo punto finora non c’è stato sufficiente dibattito fra le forze politiche, ma che la politica non può permettersi di essere sconfitta su questi temi. Pastorino ha quindi evidenziato , rivolgendosi al presidente Toti, la necessità che «la politica di Genova e della Liguria si metta in contatto con quella nazionale», affinché sia tutelata una realtà importante e non si perdano posti di lavoro.

Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini) ha annunciato l’imminente presentazione di un ordine del giorno sottoscritto dalla maggioranza: «Anche noi siamo schierati per la tutela dei lavoratori e faremo tutto il possibile perché non si perda più un solo posto di lavoro». Secondo Piana, Genova deve ritrovare il senso di comunità fra istituzioni, lavoratori e associazioni.

Angelo Vaccarezza (Forza Italia)  in merito all’interrogazione del Movimento 5 Stelle ha dichiarato: «La politica non può continuare a rincorrere i comitati per portare a casa dei voti». Secondo Vaccarezza «i consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno sbagliato ed hanno detto una sciocchezza: ora basta ammetterlo». Ma – ha ribadito – quanto accaduto oggi deve indurre tutti, all’interno del Consiglio, a indicare qual è il modello di sviluppo che ipotizza.  E – ha aggiunto – se si è tutti d’accordo è necessario dare forza al presidente della Regione  affinché possa pretendere dal governo che si proceda al più presto nel  dare una guida definitiva al porto di Genova, che consenta di intraprendere un percorso serio per lo sviluppo portuale.

Matteo Rosso (FdI) ha ricordato che il cantiere garantisce occupazione a oltre 2500 persone: «E’ ovvio – ha aggiunto – che occorre garantire la tutela ambientale, ma sono convinto che è altrettanto importante mantenere l’occupazione nella nostra regione» e ha assicurato che la maggioranza del Consiglio non ha preso in considerazione e non avrebbe mai dato credito all’ipotesi oggetto dell’interrogazione presentata dal gruppo Movimento5Stelle. Rosso, infine, ha garantito l’approvazione in aula di un ordine del giorno in questo senso.

Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha ribattuto: «Il nostro movimento da sempre si schiera dalla parte dei lavoratori e lo abbiamo dimostrato sfilando con loro in corteo per gli edili, Kavo, Fincantieri, Piaggio, Ilva e Ericsson. Noi abbiamo combattuto le vostre battaglie – ha aggiunto rivolgendosi alla delegazione di lavoratori in aula – e uno dei nostri capisaldi è che nessuno deve rimanere indietro, quindi al primo posto c’è il mantenimento del reddito e dell’occupazione».

Salvatore ha quindi ricostruito il senso dell’interrogazione che aveva illustrato nella seduta precedente: «Non c’è stata nessuna richiesta formale di spostare le Riparazioni navali, ma abbiamo presentato un’interrogazione ponendo all’attenzione della giunta regionale la situazione legata all’inquinamento atmosferico dovuto in parte anche alle Riparazioni navali». Il consigliere ha ribadito che il gruppo vuole il mantenimento occupazionale attuale del cantiere, ma ha ribadito l’esistenza di dati allarmanti sull’inquinamento atmosferico e ha spiegato: «Ci sono parametri ambientali che tutelano la salute degli stessi lavoratori e degli abitanti e la Regione deve fare in modo che siano rispettati».

Franco Senarega (Lega Nord Liguria-Salvini) ha ribadito che Genova ha già perduto troppe  aree produttive e che non si può permettere di perdere altre realtà.  Il consigliere ha evidenziato la necessità di salvaguardare il  lavoro unitamente alla salute. «Le riparazioni devono restare nel porto» ha concluso, sottolineando che questo è il punto fermo ribadito anche nell‘ordine del giorno presentato dalla maggioranza.

Francesco Battistini (Movimento 5 Stelle) ha premesso di parlare a titolo personale, e non come componente dei 5 Stelle. «Ognuno fa i conti con la propria coscienza» ha detto, chiedendo scusa ai lavoratori e ammettendo che con questa interrogazione è stato commesso un errore (ndr Battistini era uno dei sottoscrittori del documento, che aveva come primo firmatario Alice Salvatore). «Abbiamo il dovere di difendere il lavoro , portando avanti la sfida di farlo coesistere con la salute e con l’ambiente» ha detto rimarcando che la soluzione, per quanto riguarda le Riparazioni Navali, non è nella delocalizzazione.

«Non è de localizzando che salvaguardiamo la nostra salute e, in particolare, anche quella degli operai che, comunque, continuerebbero a lavorare nel settore». Battistini ha aggiunto che la via giusta va percorsa insieme ai lavoratori, che conoscono bene il settore.  Il consigliere, dopo avere ribadito che l’interrogazione era sbagliata,  ha spiegato che la finalità era comunque di cercare una coesione tra la tutela ambientate ed il  lavoro e si è impegnato a sottoscrivere e votare un ordine del giorno che possa promuovere l’occupazione

Edoardo Rixi, assessore allo Sviluppo economico, è intervenuto ribadendo che la priorità della giunta è il mantenimento dei posti di lavoro alle Riparazioni Navali. Rixi ha sottolineato la necessità che le Riparazioni non solo rimangano, ma che abbiano anche una serie di aggiornamenti. L’assessore ha sottolineato, quindi, l’esigenza di sbloccare alcune situazioni che riguardano la cantieristica e il ribaltamento a mare di Fincantieri, congelate dal commissariamento dello scalo portuale genovese. Rixi ha ricordato, infatti, che a fine settembre il ministero delle infrastrutture ha comunicato al commissario Pettorino di non assumere nessuna iniziativa, se non legata all’ordinaria amministrazione.

«Oggi – ha ribadito – nessuno ha intenzione a livello locale di de localizzare né di chiudere o sospendere attività in attesa di ristrutturazioni che ad oggi non ci sono» e ha ribadito il proprio impegno per utilizzare fondi europei e destinarli anche all’ammodernamento degli impianti. L’assessore ha dichiarato che nel maggio scorso un eurodeputato del Movimento5Stelle aveva avanzato a Bruxelles una richiesta analoga a quella presentata in Consiglio regionale: «Invito tutti a evitare iniziative del genere perché è chiaro che il porto di Genova dà fastidio agli scali del Nord Europa e che alcune direttive Ue tendono a criminalizzare i porti del Mediterraneo, quindi dobbiamo muoverci velocemente». Rixi ha concluso: «Noi dobbiamo mantenere la capacità di produrre sul nostro territorio e mi impegno a porre la questione delle Riparazioni navali come primo argomento con il futuro presidente dell’Autorità portuale» spiegando che la legge non consente alla Regione di intervenire direttamente su queste materie.

Il presidente della giunta regionale, Giovanni Toti  ha detto: «Le riparazioni navali erano, sono e restano nel porto di Genova e non ho mai pensato nulla di diverso». A tal proposito ha ricordato di avere firmato il progetto Blue Print, che prevede la permanenza e, addirittura il potenziamento delle Riparazioni. Lo stesso Renzo Piano, che ha redatto il progetto – ha evidenziato il presidente – sostiene che le riparazioni sono un pezzo del porto stesso, fanno parte della tradizione  e, quindi, non si spostano. Il progetto – ha ripreso Toti – prevede quindi che le riparazioni non si spostino.

Toti ha aggiunto che questo no allo spostamento per quanto riguarda lui e l’attuale amministrazione vale per ora e per sempre. Il presidente ha aggiunto che nel porto, ed anche per quanto riguarda il settore oggetto della discussione odierna, ci sono investimenti in forte ritardo, imputabili ad un riforma dei porti che ha conosciuto tempi lunghi  in Parlamento e al lungo commissariamento del porto genovese che per questo ha molto patito.  Ha quindi annunciato che la questione commissariamento troverà a breve una soluzione con la  nomina di un presidente. Compito della nuova governance  nel porto genovese, secondo Toti,  sarà principalmente  quella di sbloccare gli investimenti, cosa non fattibile per un commissario «che resta sempre un commissario». Tra gli investimenti da sbloccare – ha puntualizzato –  oltre a quelli per il potenziamento delle Riparazioni navali, Toti ha ricordato anche quelli per  il ribaltamento a mare di Fincantieri

Marco De Ferrari (Movimento 5 Stelle) ha  ribadito che il Movimento 5 Stelle è sempre stato a fianco dei lavoratori e ha ribadito l’importanza di investire risorse a tutela dei posti di lavoro in sinergia con il rispetto dell’ambiente e della salute.