Un Sacco stupefacente, primo teatro della città di Savona…

di Laura Sergi – Il 1° ottobre ha preso l’avvio il calendario autunnale dell’Antico Teatro Sacco di via Quarda superiore, a Savona, con la pièce: ‘Un Sacco stupefacente, primo teatro della città di Savona’, dove Sacco è non solo il nome del palazzo che ricorre nelle locandine lungo la scalinata, dal benefattore Girolamo Sacco, ma è anche l’acronimo dell’Associazione ad esso legata (Sodalizio artistico culturale creativo omnivalente), e che sette anni fa progettò di far rinascere questo luogo e tentare di riportarlo agli antichi splendori. Chiunque abbia avuto occasione di visitare l’immenso salone, d’altronde, non può non rimanere affascinato dall’atmosfera magica che staziona fra queste mura!

Oggi l’ingresso è solo per Soci (se ne contano mille!) ma, anche l’altra sera, è stato piacevole osservare di essere in buona compagnia, perché non eravamo i soli che compilavano i loro moduli…

Il debutto della stagione è stato con una commedia che il direttore artistico, Antonio Carlucci, definisce ‘un biglietto da visita’, perché ripercorre la storia altalenante di queste mura, con i suoi momenti di gloria (e il palco riservato ai regnanti) e i suoi momenti più tristi (come quando venne usato come magazzino, oppure chiamato ‘teatro Colombo’). A dare l’avvio ai ricordi è lo stesso benefattore, che appare in teatro in carne e ossa, coi costumi del suo tempo, e chiede conto di come sia stato investito il suo lascito del 1555, e del perché l’inaugurazione ci sia stata solo il 7 agosto 1785: uno spirito fra gli spiriti, visto che scoprirà che l’interrogato che risponderà alle sue domande non sarà altri che il Genius loci, protettore del luogo.

Guglielmo Bonaccorti e Carlucci stesso, quindi, si sono confrontati in un dialogo acceso, interrotto da musiche e arie che hanno caratterizzato i vari periodi del passato: la trama del ‘Barbiere di Siviglia’ non appassiona il vecchio filantropo, che invece riacquista il sorriso sotto quelle note a lui tanto care (e tocca al Genius loci, ora, annoiarsi). Ma l’ascoltatore in abito nobile freme quando sente parlare di Sanculotti, e freme ancor di più se viene mimato il taglio della testa sotto la ghigliottina… A completare il cast: Manuela Salviati (presidente della Libera Compagnia teatro Sacco) nei panni di una vivace Mirandolina goldoniana; Monica Schiavini, la ‘voce’ esplicativa, seduta fra gli spettatori in platea; Giuseppe Ozenda, per l’interpretazione appassionata di pagine del passato; e Alessio Dalmazzone, che piomba tra il pubblico nel finale, credendoci tutti quanti condomini in assemblea. Belli gli istanti con il soprano Marieke Smits e Mario Del Grosso al pianoforte; regia di Carlucci e Felice Rossello.

Prossimo spettacolo già questo fine settimana, sabato 8 (ore 21): ‘Se c’è pubblico guarisco’, un Sacco di risate di e con Carlo Denei, e regia di Lazzaro Calcagno (nella foto, la locandina). A seguire sabato 15 ottobre (sempre alle 21): ‘La velocità del buio’, un concerto con Emanuele Dabbono. Il mese termina sabato 22 (stessa ora) con un: ‘Viaggio tra terra e cielo’, testo di narrazione con Andrea Pierdicca e musiche dal vivo di e con Enzo Monteverde, regia di Antonio Tancredi.

Ingresso riservato ai soci, gradita la prenotazione (www.teatrosacco.com, info@teatrosacco.com).