Sviluppo locale, costa ed entroterra del finalese: presentati progetti e nuove strategie

Finale Ligure. Oltre una settantina di persone, ieri sera, tra sindaci, rappresentati dei partner privati e cittadini, hanno preso parte all’assemblea pubblica che è stata occasione per presentare la proposta di strategia di sviluppo locale de “L’Alt®a Via del Finalese”, derivante dal percorso partecipato, che ha riguardato i comuni di Bardineto, Boissano, Calizzano, Calice Ligure, Finale Ligure, Giustenice, Orco Feglino, Osiglia, Rialto, Toirano e Vezzi Portio.

Prima dell’inizio dell’assemblea vera e propria, però è stato formalizzato lo scioglimento del costituendo GAL “L’Alt®a Via del Finalese”, che si fonderà con quello di “Valli Savonesi”, per dare più forza e coerenza territoriale alla strategia, al fine di partecipare alla selezione dei GAL, per come previsto dal Piano di Sviluppo Rurale 2014 – 2020 della Regione. La fusione è stata vincolata al mantenimento e valorizzazione della strategia che il costituendo GAL “L’Alt®a Via del Finalese” ha definito, dopo una consultazione tra i cittadini, volta a determinare i punti di forza e debolezza del territorio, individuare linee di azione condivise, e trovare una soluzione ai problemi di sviluppo che stanno attanagliando questo territorio, come molte altre aree rurali.

Le esigenze emerse durate gli incontri sono state molte e su molteplici temi, ma il trait d’union è stata la necessità di dare nuova linfa vitale al settore agricolo e rurale, sviluppando una migliore integrazione e interazione fra costa ed entroterra.
I macro settori di intervento individuati nel piano strategico de “L’Alt®a Via del Finalese” sono stati presentati da Luca Ferraris, vice presidente di Fondazione Cima e sono tre.

Il primo riguarda lo sviluppo e l’innovazione delle filiere agricole. Per quest’area sono stati individuati due progetti: il progetto “FOOD HUB”, volto a migliorare la commercializzazione dei prodotti locali, connettendo direttamente i produttori della zona e i consumatori, anche tramite una piattaforma informatica, ed il progetto “AGRO-BIO DIVERSITA’”, che riguarda la preservazione delle antiche cultivar fruttifere, sia tramite azioni di conservazione e studio delle varietà, sia tramite il supporto ad aziende agricole che si impegnano a coltivarle, preferibilmente in aree incolte recuperate.

Il secondo macro settore è quello del turismo sostenibile. Qui i progetti sono tre.

Il primo è un progetto pilota denominato “I MUSHROOM”, dedicato ai cercatori di funghi, che avranno a disposizione un’apposita App capace di fornire diversi servizi, dalla geo localizzazione della propria posizione, alle informazioni relative ai luoghi di commercializzazione e trasformazione dei funghi a livello locale. L’App, inoltre, fornirà indicazioni sulle zone vocate alla crescita dei funghi e alle probabilità, legate alle situazioni meteo climatiche, di crescita.

Il secondo riguarda lo sviluppo e potenziamento sostenibile del turismo’“OUTDOOR” e prevede diversi interventi strutturali, legati alla rete sentieristica e alle aree attrezzate distribuite lungo tale rete e al potenziamento delle strutture ricettive. Obbiettivo di questo progetto è rendere il turismo outdoor sostenibile per il territorio che lo ospita, regolando, fra le altre cose, la tipologia di percorrenza dei sentieri attraverso una segnaletica ad hoc.

L’ultimo progetto integrato di questo macro settore riguarda la “CULTURA”, ovvero la messa in rete dei musei esistenti e la creazione di percorsi museali multimediali legati alla cultura contadina, alla storia locale (anche recente) e agli aspetti naturali di pregio.

Il terzo settore macro tematico riguarda il contrasto al dissesto idrogeologico e all’abbandono del territorio.

Il primo progetto è dedicato al “monitoraggio del rischio percepito”, attraverso la formazione della comunità in tema di rischio, con l’obiettivo di allineare il rischio percepito rispetto a quello reale e di rendere la collettività locale proattiva.

03 - VICE PRESIDENTE LUCA FERRARIS E ASSEMBLEA ALTRA VIAIl secondo progetto pilota è legato al tema “BANCA DELLA TERRA”, e alla creazione di una banca dati dei terreni abbandonati e delle condizioni in cui versano, per favorirne un eventuale futuro recupero.

Il terzo è “PAESAGGI TERRAZZATI”, dedicato alle aree agricole terrazzate, che sono idrogeologicamente le più fragili e anche le più difficili per l’attività agricola, ma sicuramente le più interessanti dal punto di vista paesaggistico – per la conservazione degli scenari agrari storici – e le più importanti per la mitigazione del rischio. Per tali aree è previsto un bando che possa incentivare il recupero delle zone più in pericolo, privilegiando l’insediamento di giovani agricoltori e l’acquisto di piccole opere infra-strutturali collettive.
L’ultimo progetto integrato è legato alla “FILIERA FORESTALE”, e prevede l’aiuto per l’avvio di un consorzio forestale e lo sviluppo della filiera legno energia, oltre che un incentivo nel settore dell’artigianato del legno.

Infine per monitorare la strategia che, fra i suoi obbiettivi, ha la riduzione del rischio naturale, è stata pensato un progetto sul “MONITORAGGIO DELLA MITIGAZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO E INCENDI BOSCHIVI”.

Tale progetto prevede un micro monitoraggio locale nelle aree soggette ad intervento di adeguamento della rete escursionistica e recupero del paesaggio terrazzato, finalizzato al confronto degli impatti di eventi meteorologici estremi, con altre aree non soggette ad intervento, un monitoraggio delle aree soggette a intervento nell’area del Finalese ed una rete di monitoraggio idrologica per tutti i bacini idrologici principali presenti sul territorio del Finalese.

Per arrivare a una definizione della strategia, nel corso di cinque mesi, oltre trenta ricercatori di Fondazione Cima, tecnici e giovani del territorio (con cui sono stati stipulati diciassette contratti di lavoro accessorio), sono stati coinvolti nella costruzione della strategia, che ha mobilitato più di cinquecento persone, nel corso di quindici incontri pubblici.

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