‘Fiore di cactus’ con Nisi e Boccoli al 50° Festival teatrale di Borgio Verezzi

di Laura SergiBorgio Verezzi / Savona. Sabato 30 e domenica 31 luglio, per il 50° Festival teatrale di Borgio Verezzi, in ricordo di Gilberto Govi e sotto il fill-rouge degli ‘Umani sentimenti’, saliranno sul palco Maximilian Nisi e Benedicta Boccoli, impegnati nella prima nazionale: ‘Fiore di Cactus’, di Pierre Barillet e Jean-Pierre Grédy, tradotto e rielaborato da Tonino Pulci. Sotto la regia di Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese, e le musiche di Stefano De Meo, con Nisi e Boccoli sulle scene vedremo anche Anna Zago, Aristide Genovese, Piccoli stesso, Claudia Gafà, Anna Farinello, Matteo Zandonà.

Il protagonista è Giuliano, un quarantenne che finge di essere sposato e d’avere tre figli, per non legarsi in matrimonio con Tonia che, in un momento di disperazione, per un appuntamento mancato, cercherà di metter fine alla propria vita. A salvarla sarà Igor, un vicino di casa.

Quale disperazione per l’incallito scapolo che, a questo punto sì, vorrebbe tanto sposarla ma, per non confessare le proprie bugie e le proprie paure, deve inventarsi una consorte dalla quale separarsi! E allora, perché non accordarsi con l’infermiera del suo studio di dentista? Peccato però che la donna, anche se lui non se n’è mai accorto, sia innamorata di lui! E peccato che Tonia, a questo punto, voglia accertarsi che la consorte sia veramente disponibile a concedergli la tanto sospirata separazione…

Divertentissimi equivoci alla base di un testo portato alla notorietà, sul grande schermo, da Walter Matthau, Ingrid Bergman e Goldie Hawn. Ovviamente lieto fine assicurato, in una trama che ha anche i suoi momenti di drammaticità.

Il titolo attinge dalla visione di quel fiore così bello e vivace, che spunta tra le spine di un cactus, in similitudine con tutte le più appassionanti storie d’amore. Pare un cactus, infatti, l’infermiera Stefania, tutta ispida dopo una parentesi sentimentale infelice, ma l’avventura alla quale la costringe Giuliano la fa rifiorire, sino a che tutte le bugie crollano: ora il dottore si innamora di Stefania e a Tonia non rimane che rifugiarsi tra le braccia di Igor.

È il decimo ritorno a Borgio Verezzi di Nisi (contando anche gli appuntamenti oltre il Festival), e per lui piazzetta Sant’Agostino è ‘un luogo incantato, fatto da una manciata di case costruite in pietra, da una minuscola chiesa e da una terrazza ampia con una splendida vista sul mare’. E ancora ricorda d’aver interpretato: ‘… Billy Budd, San Francesco, Amleto, Cristo, Bassanio, Mich, il Conte Lasca, Stuart e Ross Gradiner. Non posso che ringraziare Verezzi per questo miracolo che da 50 anni avviene.’

Intanto, prima dell’avvio della pièce, sabato ci sarà anche la consegna del 46° Premio nazionale Veretium per la prosa a Maria Paiato. Tra le motivazioni della giuria (Giulio Baffi, presidente, Claudia Cannella, Sara Chiappori, Enrico Groppali, Laura Santini, Pier Antonio Zannoni e Silvana Zanovello): ‘… dotata di notevole duttilità interpretativa trasversale ai generi, è anche in buona ‘risonanza’ con il Festival, dove in anni giovanili vinse il premio come miglior attrice non protagonista’.

Inizio di tutti gli spettacoli alle ore 21.30.