Trasporto pubblico locale, Paita e Lunardon: “Legge Berrino sul TPL non risolve alcun problema; grande opportunità sprecata”

«Più di un anno per tornare a come eravamo prima. Incredibile. Mentre tutte le Regioni si riorganizzano, accorpano e fanno società più grandi noi torniamo al “piccolo è bello”. La grande rivoluzione del trasporto pubblico sbandierata dall’assessore Berrino, come ha dimostrato la Commissione di oggi, consistete nel lasciare tutto così com’è. E cioè quattro bacini, una frammentazione della gestione e pochissime assicurazioni sulla tenuta del sistema. Nessuna traccia, invece, dell’integrazione ferro-gomma, una grande opportunità sprecata per riformare davvero il tpl, che avremmo potuto realizzare prorogando il contratto con le Ferrovie fino al 2017 facendo quindi una gara unica integrata».

Così i consiglieri regionali del Pd Raffaella Paita e Giovanni Lunardon commentano l’approvazione avvenuta oggi nella  III Commissione  del Disegno di legge “Modifiche alla legge regionale 7 novembre 2013 (Riforma del sistema pubblico locale )”, la cosiddetta “legge Berrino” passata con il voto favorevole della maggioranza di centrodestra e quello contrario dei gruppi di minoranza Pd, Movimento 5 Stelle (vedi qui le critiche) e Rete a Sinistra.

«Berrino – proseguono i consiglieri del Pd – ha accolto solo parzialmente alcuni correttivi suggeriti dal Cal e dalle organizzazioni sindacali, il più significativo dei quali è l’aumento fino al 2% del fondo dei trasporti regionali a favore di Province e Città Metropolitana per i costi di affidamento delle gare e le funzioni di controllo, che prima era all’1%. Ma a parte questo restano senza risposta alcuni temi importanti sollevati dai Comuni come la definizione delle linee guida per i contratti di servizio e dei costi standard e la preoccupazione delle amministrazioni comunali riguardo al rischio dell’interruzione dei flussi di cassa per i pagamenti dei lavoratori da parte delle aziende: proprio in questo senso il Cal aveva chiesto un fondo di garanzia che potesse assicurare le retribuzioni, ma Berrino ha detto no».

«Questa nuova legge sui trasporti, inoltre, sopprime l’Agenzia unica facendo venire meno uno strumento di coordinamento del sistema, proprio in un momento in cui si sceglie di mantenere 4 bacini. Senza contare poi che l’Agenzia avrebbe garantito un recupero dell’Iva pari a 20 milioni di euro per ogni anno del contratto di servizio decennale. La Giunta non ha neppure tentato di recuperare l’integrazione ferro-gomma sull’area di Genova alla luce degli importanti lavori fatti sul nodo ferroviario genovese, dimostrando ancora una volta di aver prodotto una legge di corto respiro, che lascia irrisolti molti nodi sul tappeto. Il Partito Democratico presenterà alcuni emendamenti a questo provvedimento; speriamo che la discussione in Consiglio regionale possa consentirci di modificare questa legge sbagliata» concludono Paita e Lunardon.