A Verezzi, ‘Padiglione 40’ ispirato a “Qualcuno volò sul nido del cuculo”

di Laura Sergi – Borgio Verezzi / Savona. Si rinnova l’attenzione all’impegno sociale del 50° Festival teatrale di Borgio Verezzi, con il ritorno della compagnia Scatenati, costituita in maggioranza da detenuti del carcere di Marassi. Sabato 23 luglio (ore 21.30) andrà in scena in piazzetta Sant’Agostino: ‘Padiglione 40, l’ordine imperfetto’, di Fabrizio Gambineri e Sandro Baldacci, liberamente ispirato al romanzo ‘Qualcuno volò sul nido del cuculo’ di Ken Kesey (nel ’75 il film diretto da Miloš Forman, 5 premi Oscar, con Jack Nicholson).

Sotto la regia di Baldacci, per l’unico spettacolo del Cartellone non in prima nazionale, ad affiancare la compagnia anche attori professionisti, come Carola Stagnaro, Matteo Alfonso, Filippo Anania, Fancesca Pedrazzi e Silvia Bargi; scene e costumi di Elisa Gandelli, musiche originali di Bruno Coli, luci di Clivio Cangemi.

‘Padiglione 40’ era un reparto di persone agitate all’interno dell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa (l’evoluzione, ma parlare di evoluzione è ridicolo, dei vecchi ‘Manicomi criminali’, inalterati dal 1903 al 1975, poi sostituiti appunto dagli Opg, di cui si decretò la chiusura con il Governo 2011, ma che definitivamente avvenne solo lo scorso anno). Oggi, al loro posto, ci sono le Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza. ‘Padiglione 40’ era sinonimo di ‘anticamera dell’inferno’, con l’unico fine di isolare le persone dal mondo civile (prima come detenuti, poi come ‘pazzi’), anche coloro che potevano essere reintegrati. Un trattamento che riduceva le persone alla stregua di animali feroci e spaventati, ciò che davvero può portare al peggio.

Nella serata più volte ripercorreremo la trama del romanzo che ha fatto da guida al testo teatrale, con le riunioni statiche, disciplinate e monotone con la capo-infermiera, e quel nuovo ingresso che crea scompiglio, anche perché l’uomo è dotato di carisma, e non è matto ma finge. In un tunnel di intransigenza e apatia, lo spiraglio che si apre è il ritorno dell’individuo all’essere ‘uomo’, ma il finale è tragico.

Prima dell’avvio della pièce, ci sarà la consegna del Premio Camera di Commercio Riviere di Liguria 2015, assegnato allo spettacolo della scorsa stagione ‘Figli di un dio minore’ di Mark Medoff, che vide sul palco Giorgio Lupano e Rita Mazza, sotto la regia di Marco Mattolini. Una seconda attenzione al sociale del Festival verezzino, visto che lo spettacolo è stato premiato ‘per aver affrontato con delicatezza la tematica della sordità e aver felicemente messo a contatto due mondi, solo in apparenza incapaci di comunicare tra loro, sia sul palcoscenico – dove attori non udenti recitavano accanto a colleghi udenti -, sia in platea, con tutti gli spettatori uniti a fine rappresentazione in un commovente applauso ‘silenzioso’: una distesa di mani aperte che si agitavano nell’aria’. A consegnare il premio a Lupano e Mattolini, il presidente della Camera di Commercio Luciano Pasquale.

(*nella foto, una suggestiva scena dello spettacolo del 23).