Modifica del Testo Unico del Commercio Liguria, Pucciarelli: “recepite le richieste del territorio”; scintille col gruppo Pd

Regione Liguria. Questa mattina la III Commissione Attività produttive, Cultura, Formazione e Lavoro, presieduta da Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria-Salvini) ha approvato diversi emendamenti, presentati dall’assessore allo Sviluppo economico, Edoardo Rixi, al disegno di legge che apporta modifiche al “Testo Unico in materia di commercio”.

Le principali novità introdotte con gli emendamenti approvati riguardano l’applicazione di parametri e criteri di carattere urbanistico-ambientale per l’individuazione delle aree per l’insediamento di grandi superfici di vendita. Alla Regione spetta il compito di dare il parere preventivo.

Il testo così emendato sarà sottoposto al voto della Commissione il prossimo 26 luglio, dopo essere passato al vaglio del Cal nella giornata precedente. Il disegno di legge approderà quindi in Consiglio regionale per l’approvazione finale. Il termine improrogabile del 30 luglio sarà, quindi, rispettato.

«Gli emendamenti recepiscono i suggerimenti e le istanze avanzate da associazioni di categoria e sindaci durante le molte audizioni svolte in commissione o durante gli incontri sul territorio tenuti dall’assessore Rixi», precisa Pucciarelli, evidenziando il percorso ampiamente partecipato che ha caratterizzato l’elaborazione del testo ed il lavoro di approfondimento ed ascolto fatto dalla Commissione: «Abbiamo detto fin dall’inizio che eravamo disponibili ad ascoltare suggerimenti e proposte per mettere a punto un testo il più possibile consono alle esigenze del territorio – aggiunge Pucciarelli – Sono soddisfatta per il risultato ottenuto: ritengo che la Commissione abbia fatto un bon lavoro».

Meno positivo il giudizio del consigliere sul comportamento tenuto dal gruppo Pd: «Ha abbandonato l’aula prima di procedere alla votazione degli emendamenti: aveva tre opzioni di voto ed invece ha scelto la quarta via, quella di Ponzio Pilato». E sottolinea che il Pd non ha votato neppure l’emendamento in virtù del quale, in caso di nuove aperture, trasferimento o ampliamenti di grandi strutture di vendita e Centri commerciali è necessario un impegno sottoscritto dal proponente, «con il quale contribuire alla realizzazione di iniziative di riqualificazione della aree a rischio di tenuta della rete distributiva».

Ben diversa la versione dei fatti, invece, secondo il gruppo del Pd: «Toti-Rixi uno a zero. Il presidente scavalca il suo assessore, gli stravolge la Legge sul Commercio e lo obbliga a venire in Commissione con sette articoli su sette cambiati. E Rixi cosa fa? Invece di dimettersi li presenta pure. Chapeau, premio al muro di gomma. Perché non ci sono altre parole per definirlo. D’altra parte che la Legge sul Commercio della Giunta Toti fosse un pasticcio, come Gruppo Pd, l’avevano detto già nei mesi scorsi. Ma adesso sembrano essersene finalmente accorti anche gli stessi promotori», precisa una nota del Gruppo Pd in Regione Liguria.

«In poche parole la Giunta ha presentato un altro testo, sconfessando se stessa e facendo retromarcia. A questo punto il Partito Democratico ha chiesto che ripartisse l’intera discussione sulla nuova norma – perché di questo si tratta quando si modificano sette articoli su sette – e si spostasse al 30 settembre la proroga fissata al 31 luglio che blocca l’iter per la realizzazione di nuovi centri commerciali. La maggioranza di centrodestra però ha deciso di andare avanti senza ulteriori proroghe e dibattiti, operando l’ennesima forzatura nei confronti della Legge sul Commercio. Una legge che era nata con l’unico scopo di portare Esselunga a Genova – senza alcun riguardo per gli effetti che questa forzatura avrebbe avuto sul resto del territorio ligure – e che oggi viene modificata radicalmente, senza alcuna possibilità di discussione, visto che fra dieci giorni scade la proroga. Di fronte a quest’ennesimo atto di indisponibilità, oggi i consiglieri del Pd e cioè Juri Michelucci, Giovanni Lunardon, Luca Garibaldi, Valter Ferrando e Giovanni Barbagallo – che fino a questo momento avevano cercato di affrontare con spirito costruttivo la discussione intorno a questa norma – hanno deciso di abbandonare l’aula e di non votare».

«Il Testo unico sul Commercio varato nella legislatura precedente – ha ricordato la capogruppo del Pd Raffaella Paita – aveva ottenuto l’unanimità dei voti del Consiglio, dopo una lunga discussione fra le diverse forze politiche. L’attuale maggioranza di centrodestra, invece, preferisce evitare il confronto, con i consiglieri ma anche con gli enti locali e le associazioni di categoria. E così fra dieci giorni ci troveremo tra le mani una legge caos e frutto di una forzatura di parte, nata senza il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati».