Concessioni demaniali Liguria: dopo la bocciatura della Corte europea, tra le polemiche si cercano strategie future

fp – Come atteso, bocciata oggi ufficialmente dalla Corte di giustizia europea l’ipotesi di proroga automatica delle concessioni demaniali sino al 2020. Anche l’Italia dovrà quindi adeguarsi e si dovranno attivare per le concessioni gare aperte ad evidenza pubblica secondo regole che garantiscano, secondo il dettato della Corte, trasparenza. Probabilmente passerà in Parlamento nei prossimi giorni un provvedimento preparato dal Governo che in ogni caso consentirà agli attuali concessionari almeno un po’ di respiro sino alla fine del prossimo anno. Poi si vedrà.

I problemi sono noti da molto tempo: secondo quanto sostenuto dalle associazioni di categoria la direttiva Bolkestein è eccessivamente “punitiva” nei confronti di chi ha investito negli anni precedenti e ora rischia invece solo “di aprire le porte dei litorali italiani alle multinazionali in grado di assorbire rapidamente gli ingenti investimenti per la gestione dei bagni marittimi, mettendo in crisi 35mila aziende italiane, di cui circa 2mila in Liguria, e migliaia di posti di lavoro che ruotano intorno a questo settore”.

È questa la linea critica più o meno coerente mantenuta anche dalla Regione Liguria, il cui presidente Giovanni Toti – che domani mattina incontrerà, insieme all’assessore al Turismo Marco Scajola, gli operatori economici del settore per fare il punto sulla situazione – ha commentato a caldo la sentenza della Corte europea per rilanciare un po’ declamatoriamente la polemica in sede nazionale: “Ora – ha dichiarato Toti – il governo non perda l’occasione del dibattito in corso in Europa dopo la Brexit per chiedere con forza alle istituzioni dell’Unione una modifica sostanziale a norme punitive per il nostro sistema del turismo balneare. Occorre ben di più e di meglio di una proroga al 2020. Occorre costruire un’Europa che non sia un freno o addirittura un danno alle peculiarità dei singoli paesi”.

Gruppo Pd: “preoccupati per la decisione della Corte europea sulle concessioni per gli stabilimenti balneari” – Sulla sentenza sono intervenuti anche i consiglieri regionali del gruppo Pd: “Una decisione – sottolineano i consiglieri democratici Luca Garibaldi e Luigi De Vincenzi – che avrà ricadute su tutto il territorio ligure e che provoca incertezza. Pertanto chiediamo al Governo di porre in atto tutti i provvedimenti necessari a salvaguardare, nell’immediato, tutte le concessioni prorogate, in attesa di un riordino complessivo della materia. Attendiamo anche – concludono – di leggere le motivazioni della sentenza, per costruire un’iniziativa in tutte le sedi, coordinata con tutti i soggetti interessati”.

M5S: “la sentenza smaschera le bugie di Vaccarezza” – Ma a rilanciare ulteriormente la polemica politica in stile “tutti contro tutti”, anche a livello più locale, ci hanno pensato i deputati pentastellati Sergio Battelli, Simone Valente e Matteo Mantero, secondo i quali “La sentenza della Corte di Giustizia UE, stabilendo che le concessioni balneari non possono essere prorogate all’infinito, conferma quanto il MoVimento 5 Stelle sostiene da sempre”: “Politici di centrodestra e centrosinistra hanno mentito spudoratamente ai balneari. Andavano a dire che si potevano prorogare le attuali concessioni per decenni e che questa soluzione era stata già adottata da altri Paesi UE. Tutto palesemente falso. I politici hanno voluto creare incertezza e facili illusioni con il solo scopo di tenere in pugno i voti delle oltre trentamila imprese del settore. I partiti di centrodestra e centrosinistra risarciscano di tasca loro i titolari degli stabilimenti balneari che, dando purtroppo retta alle panzane del Vaccarezza di turno, hanno fanno investimenti a lungo termine”.

I deputati M5S puntano l’obiettivo soprattutto sulla situazione savonese, ancora con strascichi da clima post elettorale sull’onda delle amministrative vinte dal centro destra qualche settimana fa. “Il Comune di Savona – proseguono Battelli, Valente e Manterosi – attivi subito per ottenere da Autorità Portuale la competenza delle proprie spiagge. Questa delicatissima fase di transizione deve essere gestita nella maniera meno traumatica possibile, nell’interesse della città e dei savonesi. Nel frattempo occorre una riforma che riduca le concessioni, liberi spazi e permetta l’accesso a nuovi operatori, nel rispetto della parità di trattamento e nella più totale trasparenza.”