Legionella: un rischio reale anche a bordo delle navi

Rubinetti, docce, cisterne, condizionatori e impianti idrici in generale. È in questi ambienti che trova il proprio habitat la legionella. «Un batterio spesso sottovalutato – spiega Luca Medini, Labcam – Laboratorio Chimico Camera di Commercio Riviere di Liguria – Imperia la Spezia Savona – sebbene i casi di legionellosi riscontrati in Italia siano aumentati tra il 2009 e il 2013 da circa 1.200 a 1.300, grazie soprattutto a strumenti diagnostici sempre più precisi che ne individuano la presenza».

Di come prevenire e gestire il rischio legionella si è parlato anche nell’ultimo seminario organizzato da Labcam nella propria sede di Albenga che ha riscosso un buon numero di partecipanti, segno che la tematica è sentita tra gli operatori del settore. In Liguria, dove i casi di legionella sono aumentati del 58% tra il 2009 e il 2013, l’ultimo episodio riscontrato è stato a bordo della nave di una Marina Militare, a cui è stato impedito dalle autorità competenti di salpare dall’Arsenale della Spezia per una missione internazionale.
Di recente l’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) ha focalizzato l’attenzione sulla diffusione della legionella in Europa. Dal monitoraggio effettuato, Francia, Germania, Italia, Portogallo e Spagna rappresentano il 74% di tutti i casi riscontrati.

Nella maggior parte dei casi, la malattia ha interessato principalmente i maschi più anziani. Nel 2014, sono stati segnalati 953 casi di malattia del legionario (TALD) a viaggi-collegati, il 21% rispetto al 2013. La legionella si può trovare ovunque però, poiché predilige habitat acquatici caldi, tra i 25 e i 45 gradi. In genere il batterio può colonizzare tutti gli ambienti acquatici artificiali, gli impianti idrici, di umidificazione e condizionamento. Ovunque ci sia acqua calda c’è il rischio di trovare la legionella, ma i luoghi con acqua calda nebulizzata sono i più pericolosi. Casi di legionellosi sono stati segnalati in ospedali, case di cura, studi odontoiatrici, alberghi, campeggi, impianti termali e ricreativi (palestre, piscine, idromassaggi), giardini e campi da golf con sistemi di irrigazione a spruzzo e fontane decorative, navi da crociera. Gli alberghi, per esempio, sono spazi dove nella pressoché generalità dei casi vi sono tali tipi d’impianti o serbatoi.

Un’adeguata manutenzione può limitare di gran lunga i rischi di proliferazione della legionella. «Nel nostro Laboratorio di Albenga – spiega Medini – abbiamo dedicato un settore alla ricerca di legionella, proprio per garantire maggiore assistenza agli operatori, in particolare del comparto turistico, offrendo un servizio di analisi basato su metodi di prova normati e riconosciuti a livello internazionale grazie all’Accreditamento ACCREDIA in conformità alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025. Consigliamo sia agli amministratori di condominio, in quanto custodi dei beni condominiali, sia ai gestori di strutture turistico-ricettive stagionali – dice Medini – di attuare adeguate misure di prevenzione e monitoraggio degli impianti attraverso mirate analisi batteriologiche che scongiurino ogni pericolo di contaminazione. Eseguire periodicamente controlli e analisi mirate, rivolgendosi al personale esperto e qualificato, e per debellare l’eventuale presenza di batteri, avvalersi di imprese specializzate che attuano trattamenti appropriati quali, ad esempio, quelli termici o di iperclorazione aiuta a prevenire episodi di legionellosi».