Liguria, respinte le modifiche allo Statuto; Salvatore (M5S): “la casta si chiude a riccio e difende i propri privilegi”

02 - Alice Salvatore 3Regione Liguria. Il Consiglio regionale ha respinto oggi con 25 voti contrari (maggioranza di centro destra, Pd e Rete a Sinistra) e 6 favorevoli (Mov5Stelle) la proposta di legge presentata da Alice Salvatore, Marco de Ferrari, Francesco Battistini, Andrea Melis, Gabriele Pisani e Fabio Tosi del Movimento 5Stelle che chiedeva di riportare il numero dei componenti dell’Ufficio di presidenza da 3 a 5 membri, attribuendo il secondo vicepresidente e il secondo consigliere segretario ai consiglieri dei gruppi di minoranza, che attualmente non sono rappresentati in Ufficio di presidenza. I due nuovi vicepresidente e segretario – stabiliva il disegno di legge – hanno facoltà di rinunciare ad ogni emolumento ulteriore che derivi da questa carica.

La riduzione da cinque e tre membri era stata decisa nella precedente legislatura, insieme alla riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori, in coerenza con le disposizioni nazionali relative al contenimento dei costi della politica.

Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha illustrato la proposta di legge criticando la decisione assunta nella precedente legislatura «che ha arrecato un vulnus ai diritti di rappresentanza di tutte le minoranze presenti in Consiglio». Il consigliere ha sottolineato che la proposta introduce la facoltà di rinuncia al compenso.

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) ha definito la decisione assunta nella precedente legislatura di riduzione dell’Ufficio di presidenza coerente rispetto alla relativa riduzione del numero dei consiglieri e ha rilevato che l’aumento dei componenti dell’Ufficio di presidenza determinerebbe un incremento dei costi legati alla necessaria dotazione di personale.

Raffaella Paita (Pd) ha annunciato il voto contrario esprimendo perplessità sulla proposta di legge perché prevede all’interno dell’Ufficio di presidenza componenti retribuiti e altri no e ha specificato che le funzioni di controllo sull’organizzazione dei lavori del Consiglio si volge anche attraverso la Conferenza dei capigruppo e la Commissione Controlli.

Sono intervenuti nel dibattito anche Angelo Vaccarezza (FI), Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria-Salvini) e Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini), il quale ha espresso parere contrario al provvedimento ribadendo che il controllo può essere esercitato dalle minoranze non rappresentate nell’Ufficio di presidenza attraverso la Commissione Controlli e la Conferenza dei capigruppo.

Marco De Ferrari (Mov5Stelle) è intervenuto ribadendo che il controllo sull’organizzazione dei lavori del Consiglio si svolge attraverso l’Ufficio di presidenza.

Valter Ferrando (Pd) ha ribadito che il Pd, essendo il primo partito della minoranza, ha il diritto di essere rappresentato nell’Ufficio di presidenza.

Fabio Tosi (Mov5Stelle) e intervenuto a favore della proposta di legge.

Giovanni Barbagallo (Pd), in qualità di presidente della Commissione Controlli, ha ricordato che la commissione stessa si è riunita tutte le volte che sono giunte richieste di convocazione da parte dei consiglieri.

«Il Partito Unico si chiude a riccio quando il MoVimento 5 Stelle chiede di partecipare ai lavori dell’Ufficio di Presidenza a costo zero, dimostrando di avere scarsa dimestichezza col lavoro disinteressato e l’abnegazione», ha poi commentato il voto Alice Salvatore, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria: «Accettare la nostra modifica statutaria avrebbe significato riconoscere che le indennità aggiuntive di chi ora siede nell’Ufficio di Presidenza sono un privilegio! Bocciandola ottengono in un colpo solo di salvaguardare i loro privilegi e impedire una discussione democratica».

«Grave la contrarietà di tutta l’opposizione: c’è chi vuole tutelare la sua posizione privilegiata (il PD con Rossetti) poiché già siede in Ufficio di Presidenza, dove ha accesso prima del resto del Consiglio alle carte che poi saranno discusse e che non condivide con il resto dell’opposizione; e c’è chi forse non vede un ritorno da questa proposta di maggiore partecipazione democratica (SEL, ops Rete Sinistra con Pastorino). L’ennesimo muro eretto dalla casta ligure, tuttavia, non ci fermerà. Abbiamo già dato prova – conclude Salvatore – di saper vigilare sull’operato di questo Consiglio, continueremo a farlo, forse con maggiore disagio, ma con ancora più tenacia e determinazione».