Prostituzione minorile, Sen. Albano: “Da indagine parlamentare, emersa la necessità di una maggiore educazione presso scuole e famiglie”

Donatella Albano 01“Nei giorni scorsi abbiamo approvato in Commissione Infanzia e Adolescenza il documento che recepisce quanto emerso dall’indagine sulla prostituzione minorile in Italia e che servirà per affrontare in modo puntuale tutte le azioni necessarie perché questo terribile fenomeno sia contrastato ancora più efficacemente” afferma la Sen. Donatella Albano del Partito Democratico, “i contesti in cui si sviluppa sono i più svariati, si va dallo sfruttamento della prostituzione in seno a famiglie molto disagiate, in cui sono famigliari o amici di famiglia ad avviare alla prostituzione i minori, allo sfruttamento di giovanissimi emigrati, spesso soli e ignari dei propri diritti, ricattati anche tramite credenze dei loro Paesi d’origine, come nel caso delle giovanissime nigeriane in Lombardia, fino ai recenti casi delle cosiddette ‘parioline’, ossia minori che non appartengono a situazioni di disagio economico ma che ricorrono alla mercificazione del loro corpo per ottenere beni velleitari”.

“Uno scenario quindi che richiede più interventi diversificati, dal contrasto alla povertà e al rafforzamento delle azioni educative presso le scuole, alla diffusione di altri modelli di vita diversi da quelli che celebrano il denaro e l’apparenza come segni incontrovertibili di successo, a maggiori strumenti a tutela del minore straniero” continua la Albano, “i social media e la messaggistica istantanea sono diventati negli ultimi anni uno tra gli strumenti principali per l’adescamento (anche tra minori) e per la diffusione di materiale pedopornografico, per questo è fondamentale l’azione della Polizia Postale, non solo per lo svolgimento delle indagini ma anche perché possano informare i ragazzi nelle scuole”.

“Il fenomeno in Italia registra purtroppo un aumento, in particolare tra i ragazzi, per questo è necessario rafforzare presidi quali le scuole, i consultori e i servizi sociali territoriali, perché solo con maggiore educazione e informazione possiamo tutelare i minori”.