Percfest 2016, jazz batte meteo 4 a 0

 

di Alfredo Sgarlato – La quarta ed ultima serata del Percfest il vostro affezionatissimo cronista l’ha ascoltata più che guardata, poiché una selva di ombrelli gli copriva la visuale. Ma neanche stavolta il maltempo ha scoraggiato il pubblico che ha riempito Piazza Marconi a Laigueglia e seguito con attenzione i concerti.

Si comincia con l’esibizione delle tre vincitrici del corso di canto tenuto da Danila Satragno, Marta Alquati, Francesca Santoro, Sara Bighini, promesse pronte per spiccare il volo. Quindi l’esibizione di Dario Carnovale, pianista accompagnato da Lorenzo Conte al contrabbasso e Alfred Kramer alla batteria. Giovane ma con già una lunga carriera, Carnovale esegue un solo standard e tre composizioni proprie, che omaggiano Monk e Hindemith, fondendo jazz, blues e componenti classiche. Lo stile di Dario è molto percussivo, giocato principalmente sulla parte centrale della tastiera. Kramer e Conte, sezione ritmica rodata, precisa ed elegante, lo asseconda ottimamente.

Intermezzo con una dedica a Nanà Vascocelos, grande maestro delle percussioni scomparso pochi mesi fa: Gilson Silveira e Marco Fadda lo omaggiano con un brano in cui si esibiscono con strumenti etnici. Segue il quartetto della cantante Rachel Gould con Luigi Tessarollo alla chitarra, Aldo Zunino al contrabbasso e Adam Pache alla batteria. La Gould è nata nel New Jersey ma da tempo vive in Europa. Ha una voce calda e agile e canta alcuni standard usando  l’improvvisazione vocale. Bella la rilettura di “Moondance” di Van Morrison, non ossequiosa dell’originale come di solito viene eseguita. Bravi i due ritmi, Tessarollo fonde stilisticamente gli insegnamenti dei grandi della chitarra, lo preferisco nei solo in cui il fraseggio è più spezzato.

Una serata che non ha raggiunto i picchi emotivi delle precedenti, ma che abbiamo seguito con piacere, le intemperanze del meteo non l’hanno avuta vinta sulla maestria dei musicisti né sulla passione per il jazz, che a Laigueglia raduna ormai da 21 anni un folto numero di seguaci. Un plauso va anche ai tecnici Alessandro Mazzitelli e Simone Carbone, per come, insieme a tutta l’organizzazione, sono riusciti a portare avanti il festival in condizioni climatiche non ottimali.

*Foto di Alessandro Mazzitelli