Percfest 2016: il grande ritorno di Billy Cobham

di Alfredo Sgarlato – Vent’anni fa il Percfest di Laigueglia proponeva la musica di Billy Cobham, uno dei più straordinari e importanti batteristi del jazz moderno. Poco dopo Naco, un altro grandissimo innovatore delle percussioni, ci lasciava, e da allora il Percfest è a lui dedicato. Per festeggiare il ventennale Cobham torna a Laigueglia, con alcuni dei musicisti che suonavano con lui quella sera. La serata del sabato si apre, dopo i consueti stage dedicati alle percussioni, in maniera inusuale: una sfilata di moda in cui molti dei musicisti presenti, tra cui lo stesso Cobham, il direttore artistico Rosario Bonaccorso, e l’ospite d’onore Tullio De Piscopo, si prestano con grande humour a fare i modelli.

Il primo set vede sul palco un altro gigante della musica afroamericana, il sassofonista Scott Hamilton, che presenta insieme al pianista genovese Andrea Pozza il disco che hanno da poco inciso, “I could write a book”. Scott è un sassofonista molto classico, della scuola di Ben Webster, suono caldo e pulito, a suo agio nei tempi veloci ma insuperabile nelle ballate  e nei blues. Pozza è un pianista di altissimo livello, dal fraseggio brillante, ritmato, cristallino. È un piacere ascoltarli, chi non ama il jazz più all’avanguardia li gode assai, chi è più progressista avrà preferito le proposte delle serate precedenti, ma io credo che nessuno possa essere deluso da due musicisti talentuosi ed eleganti come loro.

Il concerto si apre in anticipo poiché il meteo promette male e, dopo che Tullio De Piscopo ha fatto brillantemente le presentazioni, sale ben presto sul palco Billy Cobham con un gruppo stellare di accompagnatori: Dado Moroni al piano, Rosario Bonaccorso al contrabbasso, Alessio Menconi alla chitarra, Giorgio Palombino alle percussioni, tutti liguri ma ormai affermati a livello mondiale, più due giovani emergenti, Francesco Lento alla tromba e Francesco Gimignani al sax tenore. Qui siamo nel territorio del jazz moderno che ci hanno insegnato Miles Davis e i suoi più brillanti discepoli come quella Mahavishnu Orchestra di cui Cobham era un pilastro.

Potenza, raffinatezza e feeling si sommano nella musica del gruppo: Menconi inanella ottimi a solo, anche usando l’effetto wah-wah, Bonaccorso, anche autore dei brani, non è solo un ritmo ma anche un solista formidabile, Moroni è un pianista la cui bellezza del tocco è unica. I due fiatisti non sono intimiditi da tali giganti ma sono due autentiche rivelazioni. Quanto a Cobham, non ha bisogno di presentazioni. Tira come un rullo compressore ma non fa mai un colpo non necessario all’economia del brano. Il gruppo dà spettacolo, ma Giove Pluvio è evidentemente invidioso della potenza e della classe di Billy e alle 11,30 scoppia l’acquazzone, giusto in tempo per i saluti.

Stasera si chiude con una giovane promessa, Dario Carnovale, e una star affermata, Rachel Gould.

*Foto di Andrea Pino