Il Corsara si tinge… di giallo! “Magari ora arrivano i giorni felici”, di Laura Sergi (2)

Riprendono gli appuntamenti in giallo del Corsara, con un nuovo racconto in tre puntate di Laura Sergi, firma nota ai lettori di www.albengacorsara.it. La prima parte di “Magari ora arrivano i giorni felici” è stata pubblicata giovedì e si può leggere QUI; per la terza e ultima parte – un po’ di suspense! – l’appuntamento con i lettori è per martedì 26 aprile.
La nostra stimata giornalista al suo attivo come scrittrice ha già tre libri, tra i quali un romanzo giallo: “Mi chiamo Tonino Bellotto – Correva un autunno negli anni ottanta…” (L. Editrice). Lo scorso anno, il suo racconto “Non sono mica una latteria, io…” è risultato secondo classificato al concorso ‘Il mio caro amico’ (Giovanelli Edizioni) e con il racconto “Qualcosa che parli di te” ha ricevuto la Menzione d’onore al concorso ‘Poeti e scrittori uniti in beneficenza’.

Giallo Laura

“Magari ora arrivano i giorni felici” / 2

di Laura Sergi

“Scusa il disordine – chiarisce subito Stefano, facendole spazio nel corridoio dove stanno ammucchiati scaffali -. Ho liberato tutto lo stanzino perché voglio dare una mano di bianco…”.

“Hai anche messo una porta…”, osserva lei. L’appartamento di Stefano lo conosce a memoria; prima c’era una grande tenda rossa che, dalla cucina, immetteva in un piccolo vano cieco. “Sta decisamente meglio la stanza così…”, conclude a voce alta, fingendo serenità e parlando tranquilla.

Qualche domanda sulle storie galanti di lui non se le risparmia, Sandra, sempre tanto gelosa anche se lo maschera bene, così come lui le chiede se, finalmente, abbia trovato l’anima gemella. Con un cameratismo che la disinvoltura di entrambi rende convincente, la cena inizia, ed è un’ottima cena. Ha l’hobby della cucina, Stefano, e quante volte, su questo, ci hanno scherzato sia lei che Maria! Sul tavolo, oggi, il vino è solo per lui; davanti al piatto di lei, come d’abitudine, due lattine.

Dopo il brindisi a Maria (la ragazza ora con la sua terza aranciata), cala inevitabile la tensione fra i due. Prima è come una nota stridula, che Sandra cerca di dissipare giocherellando con la linguetta della lattina, e mostrando indifferenza; ma presto il panico si impossessa di lei, perché la conversazione languisce e l’atmosfera è pesante. Anche Stefano si stropiccia le mani e, cosa che fa quando è nervoso, sistema la fede che porta al mignolo destro, dono del primo amoretto di scuola.

“Tu hai capito qualcosa sul perché Maria si sia tolta quell’anello?”, dice sottovoce, senza guardarla.
Sandra si sente tremare. Guarda l’orologio, è ancora presto. E se avesse dichiarato un mal di testa?
Gli occhi di Stefano, ora, la squadrano fissa. Un tuffo al cuore, due tuffi al cuore. L’amore, com’era arrivato, finisce così, dopo due anni di lacrime sul cuscino. Ora ha paura, paura, paura…
“Scusa, vado un attimo in bagno”, dice. Ed è difficile non correre nel piccolo corridoio. Sta un po’ davanti allo specchio. “Non ti può fare niente…”, pensa. Suda, sta per perdere la vita, tutto.

Stefano si è alzato e sta finendo di sparecchiare. “Tutto bene?”, le dice, osservandola attentamente.
“Sì, scusami. Dicevi dell’anello… Me lo hanno chiesto anche i poliziotti! Non so, ho detto! Figurati, a me questa storia dell’anello fa solo venire in mente lo scherzo che le hai fatto in quella cena quando, dopo averne perso uno sulle scale, tu che l’avevi ritrovato gliel’hai messo nel budino!”, sorride mentre pensa al ricordo, poi sente su sé lo sguardo di Stefano che tace, e le pare di soffocare.
“Forse – dice lui – Maria voleva indicare qualcosa o qualcuno…”.
Le sembra che il pavimento si apra sotto di lei, tocca a Sandra ora martoriarsi le mani.

“Scusami, Stefano, non ce la faccio… Devo andar via!”, dice appena con un filo di voce.

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 » non perdetevi il finale della storia! appuntamento sul Corsara martedì 26 aprile