Attribuzione incarico di segretario generale della giunta: scintille tra M5S e Toti

Giovanni Toti

Regione Liguria. Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle) con un’interrogazione sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo Marco De Ferrari, Francesco Battistini, Andrea Melis, Gabriele Pisani e Fabio Tosi ha chiesto oggi in Consiglio le ragioni per le quali, ai fini del conferimento dell’incarico al Segretario Generale, la Giunta non abbia proceduto mediante avviso pubblico e se la procedura usata sia legittima, le fonti normative o la giurisprudenza amministrativa che ne corroborano la legittimità.

Salvatore ha domandato anche le ragioni per cui il curriculum vitae e la retribuzione del Segretario Generale non compaiono alla pagina “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale della Regione Liguria, nella voce “Compensi incarichi amministrativi di vertice della Giunta” e “Incarichi amministrativi di vertice della Giunta regionale”. Il consigliere ha, infine, chiesto «la posizione della Giunta in merito al coinvolgimento del Segretario Generale nell’inchiesta Mose e, in particolare, sulla circostanza per la quale un funzionario pubblico abbia accettato il pagamento delle vacanze da parte di un imprenditore beneficiario della propria attività lavorativa».

Per la giunta ha risposto il presidente della giunta Giovani Toti il quale ha spiegato che l’incarico è attribuito dalla Giunta regionale, su proposta del Presidente. «È evidente che la nomina del Segretario generale – ha spiegato – è una nomina il cui carattere fiduciario è prevalente, e si configura come atto di alta amministrazione. La caratteristica sostanziale di tali atti è la discrezionalità e la dottrina inserisce, infatti, tra gli stessi atti la nomina dei dirigenti di livello verticistico della Pubblica Amministrazione».

Riportando alcune sentenze del Consiglio di Stato relative a nomine di dirigenti di vertice, Toti ha spiegato che «l’atto di nomina deve soltanto comprovare l’avvenuta valutazione del possesso dei requisiti del prescelto in modo che possa dimostrarsi la ragionevolezza della scelta effettuata» e ha aggiunto che da quando è stata istituita la figura del segretario generale della Giunta regionale, la nomina non è stata oggetto di procedure selettive quindi, secondo il presidente, «non appare sindacabile la scelta della Giunta regionale di procedere alla nomina in questione senza l’emissione di bandi di selezione, poiché questa scelta è supportata dalle vigenti disposizioni regionali, dalla prassi consolidata ed in linea con la giurisprudenza».

Toti ha poi annunciato di avere verificato che i dati relativi al segretario generale siano pubblicati già oggi sul sito della Regione e, infine, ha precisato che il segretario non è mai stato oggetto di alcuna indagine.

Salvatore si è dichiarata insoddisfatta della risposta non condividendo le spiegazioni relative alla nomina fiduciaria mentre ha espresso soddisfazione perché dopo la sua interrogazione i dati relativi al segretario generale verranno pubblicato sul sito della Regione.

Fuori dall’Aula la consigliera del M5S è ritornata sulle critiche non puramente tecniche che, a suo dire, renderebbero inopportuna la scelta operata da Toti: «Quanto alla retribuzione, il Presidente ha addotto presunti problemi informatici, promettendo che le cifre usciranno nei prossimi giorni nella sezione trasparenza. Aspettiamo fiduciosi. Ma intanto, il prossimo 15 aprile saranno passati 6 mesi esatti dalla nomina di Signorini. Non esattamente quello che si dice un riflesso rapido! Resta, tuttavia, il nodo politico dell’intera vicenda, che lambisce la maxi-inchiesta del Mose di Venezia in cui il nome di Signorini è comparso per aver accettato il pagamento delle vacanze da un imprenditore beneficiario dell’attività lavorativa dell’attuale Segretario Generale della Regione Liguria».

«Certo, Signorini non risulta indagato, come Toti si è affannato a spiegare in Aula. Ma siamo sicuri che sia opportuno andare a cercare un Segretario Generale a 400 chilometri dalla Liguria, per giunta toccato – seppur marginalmente – da uno dei più grandi scandali della storia recente italiana, con le tante competenze liguri disponibili tra cui scegliere? D’altronde, Toti ci ha abituato a trasformare la Regione in un parcheggio temporaneo per politicanti, tecnici e dirigenti provenienti da tutta Italia, fuorché dalla Liguria. Il primo della lista è lui!» ha concluso Alice Salvatore.