#CitazioniCorsare – Sociocentrismo, relativismo “buono” e relativismo “cattivo”

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(effe) – “Il sociocentrismo è una minaccia latente per la conoscenza e per l’azione”? Nelle società complesse come la nostra in cui coesistono una pluralità di tradizioni e di credenze, è possibile mantenere ben distinti un relativismo “buono” che – correggendo le distorsioni del sociocentrismo ingenuo – ci consente meglio di comprendere l’Altro e di rispettarlo nella sua differenza, da un relativismo “cattivo” che invece si limita superficialmente, senza alcun criterio di giudizio, a porre sullo stesso piano “tutti i comportamenti, tutti gli stati di cose e tutti i valori”?
Augurando una Buona Pasqua, proponiamo ai lettori corsari alcune riflessioni di Raymond Boudon (1934-2013), sociologo francese di orientamento cognitivista:

«Il pensiero spontaneo è volentieri sociocentrico. Esso inclina a giudicare le pratiche del soggetto osservato a partire dalle cornici mentali (cadres mentaux) dell’osservatore. […] Una delle acquisizioni delle scienze umane è d’aver sostituito su molti soggetti alle visioni sociocentriche del pensiero spontaneo delle visioni che tengono in conto dell’osservatore nell’analisi delle pratiche e delle credenze del soggetto osservato. Attraverso la loro critica del sociocentrismo, esse sono un potente motore per l’apprendimento del rispetto dell’Altro. Ma spiegare non è giustificare. Certe credenze hanno un carattere regressivo, altre no. Non si possono giudicare nello stesso modo le pratiche magiche di un “primitivo” australiano e quelle dell’Occidentale che pretende di piegare i cucchiaini solo con la forza della sua volontà».

«Per comprendere un individuo appartenente a una società altra dalla propria, l’osservatore deve tenere in conto le differenze tra il contesto dell’individuo e il suo. Qui, il relativismo contribuisce a distanziare il sociocentrismo e favorire il rispetto dell’Altro. Esso dissuade dal volere il bene dell’Altro contro la sua volontà (contre son gré): una causa di molti drammi. Questo “buon” relativismo ha certamente contribuito alla diffusione del relativismo tout court. Perché c’è un “buono” e un “cattivo” relativismo. Il “buono” ci permette di comprendere l’Altro. Il “cattivo” mette tutti i comportamenti, tutti gli stati di cose e tutti i valori sullo stesso piano».

«C’è un sociocentrismo “orizzontale”. Esso si manifesta quando un membro di una società riprova una condotta (agissement) considerata come normale in una società per il solo fatto che è approvata nella sua. C’è anche un sociocentrismo “verticale”. Esso consiste nel condannare un certo comportamento osservato nel passato per il solo fatto che non è ciò che si fa nel presente. Il “buon” relativismo discredita il sociocentrismo. Il “cattivo” uccide il discernimento. Il sociocentrismo è una minaccia latente per la conoscenza e per l’azione».

** Cit. tradotte da Raymond Boudon, Le relativisme, Paris, Puf (Presses Universitaires de France), 2008 [del libro esiste anche un’edizione italiana, con traduzione di Rinaldo Falcioni: Raymond Boudon, Il relativismo, Bologna, Il Mulino, 2009]