Scarichi dei frantoi liguri: passa la linea della semplificazione normativa

Regione Liguria. La IV Commissione Territorio Ambiente ha Luigi De Vincenzilicenziato la proposta di delibera relativa all’aggiornamento del Piano di tutela delle Acque, con il voto favorevole delle maggioranza, quello contrario di Pd e Rete a Sinistra e l’astensione del Movimento 5 Stelle.

All’unanimità, invece, è stato approvato un emendamento che consente ai frantoi liguri la possibilità di scaricare nella rete fognaria, previo adeguato pretrattamento e sentiti i gestori e le Autorità d’Ambito, le acque reflue di vegetazione, recependo così da subito una previsione nazionale contenuta nel collegato ambientale, approvato nel dicembre scorso. La Regione ha definito un percorso che porti alla piena e completa applicazione della misura, stabilendo fin dalla prima fase le possibilità di scarico – come detto anche in deroga – l’adozione di linee guida e la richiesta ai gestori di effettuare interventi specifici per il trattamento dei reflui oleari. Finora erano discriminate le imprese ligure, in larga parte di ridotte dimensioni, in quanto i reflui venivano considerati industriali, con conseguenti elevati costi di smaltimento. Necessaria, comunque una fase transitoria – peraltro prevista – in attesa che ci sia il pieno adeguamento delle strutture del frantoio e della rete depurativa .

«Era necessario, nell’immediato dare una risposta ai frantoi molti dei quali rischiavano la chiusura perché sono di ridotte dimensioni e non possono sopportare pesanti costi per gli scarichi», afferma Andrea Costa (Gruppo Misto-Ncd Area Popolare), presidente della IV Commissione che sottolinea: «La posizione unanime, assunta dalla commissione che ha presentato unita un emendamento, votandolo poi all’unanimità, ritengo sia un fatto molto positivo: rappresenta una pagina di buona politica, un episodio che contribuisce a far riavvicinare i cittadini alla politica». Il consigliere ricorda che anche la presenza dei frantoi sul territorio ligure aiuta a combattere l’abbandono e l’incuria, tra le principali cause del dissesto idrogeologico.

Del medesimo parere anche il vicepresidente della Commissione, Luigi De Vincenzi (Pd): «È molto positivo il fatto che siamo riusciti a dare una risposta concreta ad una categoria che rappresenta una realtà importante ed una specificità del territorio ligure». De Vincenzi sottolinea il fatto che il Pd ha votato l’emendamento relativo agli scarichi dei frantoio, pur avendo votato contro il piano «che – dice – sarà oggetto di discussione nel Consiglio di martedì prossimo».

Il Piano predispone misure idonee a gestire alcune criticità rilevate con riguardo allo stato di qualità ambientale in sede del monitoraggio effettuato sui corpi idrici. E’ previsto un continuo aggiornamento delle pressioni antropiche e del raggiungimento degli obiettivi quali-quantitativi fissati in base alle normative nazionali e comunitarie, con previsione delle misure eventualmente necessarie a tal fine per i distretti presi in considerazione. Viene soddisfatta, inoltre, la necessità di un quadro consolidato a fronte degli adempimenti in carico agli Enti di governo dell’ambito nei confronti dell’AEEGSI (Autorità per il gas e il sistema idrico) con riguardo al nuovo periodo regolatorio tariffario e all’aggiornamento del Piano degli Interventi per il triennio 2016-2019.