Allo Spazio Bruno Michele Sinisi e il suo Riccardo III

di Alfredo Sgarlato – Un lavoro tra i più originali che mi sia capitato di vedere ultimamente: Michele Sinisi rivisita il sublime “Riccardo III” di Shakespeare in una maniera che definire radicale è ancora poco. La scena è spoglia. Un tavolo, un secchio, un pallone (il mitico super tele rigonfiabile che ai miei tempi costava 700 lire). L’attore si contorce su sé stesso fino a diventare un vero storpio, come era il sadico usurpatore. Poi inizia  ripetere ossessivamente now, now, now…

Il testo è ridotto al celeberrimo monologo iniziale, salvo qualche aggiunta, ovviamente si conclude con “my kingdom for an horse”, ed è recitato in inglese. Intanto l’attore mette veramente in scena il testo, lo ripete, lo mima, lo scrive sul tavolo, lo dipinge a stencil (in un riuscito legame con l’unica arte contemporanea possibile, i graffiti in stile Banksy), usa gli oggetti, si contorce e si deforma ancora di più, risponde a una finta telefonata, affermando però che è vera e non falsa (sempre in inglese).

Michele-Sinisi-Riccardo-III-foto-Scamarcio-Teatro-Sala-Fontana-2016

L’uso del testo originale e non della traduzione, peraltro recitato in un inglese molto comprensibile, non è un ostacolo alla fruizione del lavoro da parte del pubblico. Anzi, è funzionale al tentativo dell’attore/autore di farci calare totalmente, nella situazione, che è un’immersione totale nell’opera di Shakespeare e nel suo essere ricostruita davanti ai nostri occhi, con gesti, suoni, rumori, persino odori, vernice, detersivo. Un lavoro estremo, di quelli che possono sconcertare o affascinare: immagino che la maggioranza del pubblico sia stata sedotta.

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Alla fine il pubblico viene invitato, se fosse interessato, a fermarsi a fare due chiacchiere con l’autore. Ovviamente tutti si fermano, e Michele Sinisi racconta la genesi e il significato del proprio lavoro, dando vita a un autentico secondo tempo dello spettacolo, altrettanto coinvolgente. Prossimo appuntamento allo Spazio Bruno venerdì 8 aprile con “Amleto FX”.