Amministrative, primarie Pd Savona: Battaglia, “la sanità savonese che vorrei”…

Cristina Battaglia

Savona. Prosegue la campagna elettorale per le primarie del Pd e la designazione del candidato sindaco alle prossime amministrative comunali. Tra i temi in dibattito, centrale anche la questione del futuro della sanità savonese. Su questo è intervenuta Cristina Battaglia, tracciando le sue linee programmatiche in caso di vittoria. «Savona – sostiene Battaglia – ha bisogno di un Ospedale che recuperi tutte le funzioni che aveva un tempo e che un Ospedale di un capoluogo merita e necessita. Ha bisogno che il San Paolo funzioni meglio, non ha bisogno di un altro complesso. Un candidato Sindaco deve avere rispetto per i savonesi raccontando quello che vorrebbe fare per i prossimi dieci anni con razionalità, parlando di progetti realistici e non parlando di cose inattuabili».

 «Savona non ha più una chirurgia vascolare, non ha più una chirurgia toracica, non ha più un servizio continuo di angiografia cosi come di emodinamica, non ha una neurochirurgia. Anno dopo anno il nostro ospedale è stato svuotato di questi servizi, passati ad un altro plesso, senza prevedere una programmazione complessiva che permetta agli operatori di esprimere competenze e professionalità. In base ai dati epidemiologici e al numero di accessi al pronto soccorso – dati certi e indiscutibili – Savona ha necessità di una cardiologia con emodinamica, di posti letto per la gestione congiunta pronto soccorso/neurologia di pazienti colpiti da ictus, di un servizio di angiografia, di un chirurgo vascolare, di un potenziamento dell’organico del pronto soccorso».

«A Savona non serve un nuovo contenitore, un nuovo edificio, serve razionalizzare le molte competenze e le risorse esistenti» prosegue Battaglia: «Basta chiedere, confrontarsi, analizzare i dati, studiare, e programmare nel medio e lungo periodo. È importante valorizzare la collaborazione e la co-progettazione con il terzo settore, favorendo il dialogo tra sociale e sanità nell’auspicata integrazione degli interventi. Questo si traduce anche nella realizzazione della Casa della salute, contenitore dove riuscire a  razionalizzare le attività sanitarie territoriali, integrate con i servizi sociali. Inoltre la Regione Liguria ha aperto le consultazioni sul cosiddetto Libro bianco. È un passaggio cruciale che richiede un’attenta analisi dei dati e delle linee di indirizzo formulate su cui ragionare e confrontarci per arrivare ad una posizione forte ed unitaria della città che rimarchi l’esigenza di adeguare gli standard di efficienza dei servizi e delle prestazioni sanitarie per i nostri cittadini.  Questo è l’obiettivo che mi sono data e che posso garantire ai savonesi. Non possiamo aspettare, non possiamo raccontare favole, dobbiamo avere idee concrete, ora, subito».