Liguria, Bruzzone: “Occorre una rivoluzione culturale per fermare la violenza sulle donne”

Regione Liguria. Il presidente del Consiglio regionale Francesco Francesco BruzzoneBruzzone, ha aperto la seduta rivolgendo un saluto alle dipendenti dell’Assemblea legislativa, in occasione della Festa della donna. «L’otto marzo non è solo una festa, è un appuntamento – ha spiegato il presidente – per verificare quali progressi sono stati fatti e cosa, invece, ancora rimanga clamorosamente da fare per assicurare a milioni di donne un futuro in cui tradizioni arcaiche contrastano ancora l’affermazione dei più elementari diritti umani».

Bruzzone ha aggiunto: «Persino nelle società che hanno realizzato nel tempo i più avanzati modelli di parità di genere, la violenza sulle donne è un cancro che corrode ogni legame affettivo. È sconfortante constatare che il raggiungimento della parità giuridica, il conseguimento dei più ambiti traguardi sociali, l’affermazione in ogni campo del sapere, dell’economia e della politica si scontrano con la difficoltà oggettiva di garantire ancora oggi alla donna i diritti primari alla vita e alla sicurezza». Il presidente ha rilevato che oltre il novanta per cento dei casi di violenza non viene denunciato per vergogna, paura di ritorsioni, fragilità, mancanza di mezzi economici, un malinteso senso della famiglia o una presunta protezione dei figli.

«Per questo motivo lo sforzo, trasversale ad ogni orientamento politico, operato dalle Istituzioni è purtroppo – ha aggiunto – solo una goccia in mezzo al mare ed è necessaria una rivoluzione culturale profonda perché è ancora troppo elevata la tolleranza sociale mentre l’indignazione pubblica non è mai libera da un sottile maschilismo sempre latente, che tende a stemperare la responsabilità del colpevole puntando l’attenzione sulle eventuali fragilità della vittima».

Il presidente, infine, ha ricordato la mostra fotografica “Vite violate” realizzata da Tiziana Cau e Marina Rossi dell’Associazione Aione di Savona con il contributo del Polo della fotografia di Genova, il cui direttore artistico è Gianni Pinto. L’iniziativa, patrocinata dall’Assemblea legislativa e dal Consiglio di parità, è stata organizzata nei locali adiacenti all’aula consiliare.

«La mostra che con la Consigliera di Parità abbiamo voluto organizzare – ha spiegato Bruzzone – presenta l’attività di una struttura di prima linea sul fronte di questa guerra e, insieme, presenta la sua protagonista e vittima involontaria, la donna, fra ruoli precostituiti e desiderio di emancipazione. È lo spaccato del quotidiano operare di un centro alla cui porta si bussa spesso disperate, un luogo dove recuperare l‘autostima cancellata da umiliazioni e vessazioni, una sponda per far nascere nuove speranze, la via di uscita da un incubo».