Equiparare la “violenza politica di piazza” al terrorismo politico vero e proprio?

Tra gli atti più pittoreschi del Consiglio regionale ligure di oggi, con Punti interrogativi22 voti favorevoli (maggioranza di centro destra e Movimento5Stelle) e 8 voti contrari (Pd e Rete a sinistra) è stato approvato un ordine del giorno presentato da Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria-Salvini) e sottoscritto anche da altri componenti del suo gruppo, Alessandro Piana, Alessandro Puggioni e Giovanni De Paoli, che chiede alla giunta di condannare pubblicamente “qualsiasi forma di violenza e sensibilizzare l’opinione pubblica sul grave rischio che deriva anche dalla tolleranza di comportamenti eversivi, ad attivarsi in tutte le sedi istituzionali per chiedere al Governo italiano di prendere in considerazione la possibilità di equiparare la violenza politica di piazza al terrorismo politico vero e proprio”.

Accolto da Pucciarelli l’emendamento presentato da Francesco Battistini (mov5Stelle) che chiedeva di modificare la definizione “violenza politica di piazza” in “violenza e intimidazione politica”.
Stefania Pucciarelli ha chiesto di inviare l’ordine del giorno a tutti i Parlamentari affinché sollecitino il Governo ad agire immediatamente condannando tutte violenze e le intimidazioni politiche.

Il consigliere ha aggiunto: «La violenza di piazza è definibile come una forma embrionale di terrorismo politico. Negli ultimi anni, in Italia, si è sviluppato un moto violento e difficilmente controllabile, che ingloba realtà marginali e degradate della società che hanno abbandonato la loro vocazione comunitaria per un attivismo politico estremo. L’ultima campagna elettorale – ha concluso – è stata teatro di una preoccupante escalation di violenza, che ha colpito, anche nella nostra Regione, alcuni esponenti politici fino a domenica 8 Novembre, quando a Bologna, in concomitanza di una manifestazione del centrodestra organizzata dalla Lega Nord, si sono verificati sabotaggi alle linee dell’Alta Velocità, scontri tra manifestanti ostili ai leader della coalizione e polizia, esplosioni di bombe carta, incendi dolosi e vandalismi all’arredo urbano».

Sergio Rossetti (Pd) ha obiettato di non comprendere quale sia nel testo la definizione di violenza politica di piazza e ha chiesto il ritiro del documento. Gianni Pastorino (Rete a sinistra) ha condiviso le obiezioni di Rossetti e ha annunciato voto contrario.