Unioni Civili e Stepchild Adoption, On. Vazio: “Una sfida per un paese civile da combattere con saggezza e responsabilità”

(fp) – Il Parlamento sarà finalmente in grado di dare all’Italia – come è avvenuto già in gran parte dell’Europa e delle Americhe – una prima legge, ormai attesa da anni, sulle Unioni Civili che risponda alle contemporanee necessità sociali di tutela legale di una parte significativa dei cittadini?

Dopo le peripezie rocambolesche degli ultimi giorni e le accuse incrociate di “sabotaggio” che si sono lanciate Pd e M5S intorno al cosiddetto emendamento canguro, i dubbi sono cresciuti e i rischi di un pasticciato rimaneggiamento della legge Cirinnà, o addirittura il suo definitivo affossamento, sono una delle possibilità che le mediazioni in corso tra i pariti e i parlamentari stanno provando a esorcizzare.

Sulle Unioni Civili e il nodo della Stepchild Adoption – ovvero, l’adozione del figlio del partner o del “configlio”, secondo il neologismo suggerito dall’italianista Francesco Sabatini – interviene con alcune considerazioni il deputato ingauno Franco Vazio, avvocato e vice presidente della Commissione Giustizia della Camera.

LETTERE&INTERVENTI – di Franco Vazio Albenga/Roma. Franco Vazio 02«Riconoscere le Unioni Civili rappresenta un obiettivo per ogni Paese civile, moderno e democratico.

Nessuno vuole affermare che le unioni civili e la famiglia, come istituzione tutelata dalla Costituzione, siano la stessa cosa.
La legge in discussione in Parlamento colma un vuoto: afferma che due persone dello stesso sesso quando costituiscono un’unione civile acquisiscono gli stessi diritti e i medesimi doveri, si obbligano reciprocamente alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, si impegnano a contribuire ai bisogni comuni e alla coabitazione.
Alla costituzione di un’unione civile conseguono l’acquisizione dei diritti successori e dei diritti previdenziali oggi riservati solo ai coniugi.

La legge disciplina ed interviene anche in merito alla convivenza di fatto, con riguardo ai diritti fondamentali di assistenza; come ad esempio quelli garantiti al coniuge dal diritto penitenziario, nei casi di malattia o di morte, per ciò che attiene alla successione nel contratto di locazione, per l’assegnazione delle case popolari e per l’esercizio di un’impresa.

Il testo all’esame del Senato consente infine la stipula di patti che regolano i rapporti patrimoniali. In ogni caso, anche in mancanza di espliciti accordi, il testo di legge prevede che la parte debole della coppia non venga lasciata sola: sarà in questi casi il Giudice a valutare se attribuire, e in quale misura, quanto necessario al mantenimento del convivente. Tutto ciò non può scandalizzare o creare imbarazzo ad alcuno, risponde a criteri di giustizia e di equità che sono patrimonio comune delle più moderne legislazioni straniere ed europee.

Il tema delle Adozioni previste dall’art. 5 della legge impone una riflessione piu’ profonda. La maternità surrogata in Italia è vietata e lo rimarrà in ogni caso anche dopo l’approvazione della legge.
Infatti la legge 40 del 2004, al comma 6, punisce con una sanzione penale tale comportamento.

Affermo con altrettanta chiarezza che la pratica “dell’utero in affitto”, permessa in paesi stranieri, non è una cosa buona, perché la maternità non può essere svilita a mercimonio, e ritengo pertanto che una battaglia per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale debba essere combattuta.
Per questo motivo io credo che il tema meriti attenzione, anche per una coerenza legislativa che sovente si dimentica di tenere quando il dibattito diventa pubblico.

Nel confronto fra le diverse posizioni, non dobbiamo mai dimenticare che il diritto preminente è quello del bambino che viene adottato e non invece quello dell’adottante; già oggi, infatti, la Giurisprudenza, pur in assenza della legge, parlando di maternità surrogata praticata all’estero (secondo la legge del luogo), verifica in concreto l’interesse del minore al mantenimento delle relazioni genitoriali.

Esiste il timore, non del tutto infondato, circa il fatto che la legge in discussione voglia regolare, in via generale e senza verifiche in concreto, “il giorno prima”, e che pertanto possa indurre comportamenti che la legge italiana punisce: la legge, cioè, potrebbe infatti incentivare la pratica della maternità surrogata per giungere alla successiva adozione.

La libertà di coscienza nel voto impone a tutti di valutare questi temi con cura e serietà perché sono in gioco diritti fondamentali.
Una cura e una serietà che certamente mancano alle migliaia di emendamenti strumentalmente presentati dalla Lega Nord e alle urla ed agli espedienti parlamentari messi in campo dal M5S.

Da tempo affermo che la Stepchild Adoption avrebbe potuto trovare una migliore collocazione in una legge che avesse affrontato il tema globale delle adozioni, dell’interesse dei minori e di tutte le garanzie e le tutele ad essi connesse, ma la strada per il momento imboccata dal Senato, come tutti sanno, va in una diversa direzione .
Ora non servono quindi battaglie ideologiche, ma tanta responsabilità e scelte equilibrate».

* Franco Vazio (Pd) – Vice Presidente Commissione Giustizia della Camera