Studenti e Consiglio regionale hanno ricordato tragedia delle foibe e l’esodo giuliano dalmata

Foto ragazzi premiati

Al Teatro della Gioventù, a Genova, alla presenza di numerosi studenti provenienti da tutta la Liguria, si è svolta ieri pomeriggio la cerimonia dedicata al Giorno del Ricordo.

«È importante commemorare il giorno del Ricordo per sconfiggere la congiura del silenzio, a tutela di una verità che per molti decenni è stata occultata e soffocata e ancora oggi, spesso, è contrastata da negazionismo e riduzionismi inammissibili» ha detto, aprendo la cerimonia, il presidente dell’Assemblea legislativa, Francesco Bruzzone, sottolineando che la Regione Liguria, celebra questa giornata in virtù della legge numero 29 del 2004 “Attività della Regione Liguria per l’affermazione dei valori della memori del Martirio e dell’Esodo dei Giuliano Dalmati”.

Bruzzone ha ricordato che la legge ha preso corpo proprio durante la legislatura in cui lui ha ricoperto per la prima volta il ruolo di presidente dell’Assemblea legislativa e i suoi vice erano Mino Ronzitti ed Enrnesto Bruno Valenziano. Quest’ultimo lavorò alla stesura della proposta di legge, poi varata dopo la sua morte. Bruzzone ha quindi sottolineato il suo «coinvolgimento anche affettivo per il trionfo che fu per tutti noi l’approvazione unanime della legge»

La parola è quindi passata al vicepresidente della giunta regionale, Sonia Viale, intervenuta a nome del presidente Giovanni Toti e della giunta. Viale ha sottolineato che il dramma delle Foibe e dell’Esodo è stato “dimenticato” per troppo tempo. Ci sono voluti molti anni prima che, a livello nazionale, si arrivasse al pieno riconoscimento di quanto accaduto e alla celebrazione del Giorno del Ricordo. Ricordare, spiegando alle nuove generazioni quanto accaduto – ha detto – serve per evitare che simili fatti si ripetano. Viale ha sottolineato la necessità che «il mondo della cultura e quello della politica si interroghino su quei tragici fatti e sulle ragioni di tanto odio».

Il vicepresidente Viale ha ricordato che proprio oggi il capogruppo di Forza Italia Angelo Vaccarezza, che ha assistito alla cerimonia,  ha presentato in Consiglio regionale un ordine del giorno che impegna la giunta ad attivarsi per agevolare le pratiche di alienazione degli alloggi di edilizia sociale riservati ai profughi italiani, in particolare gli esuli giuliano-dalmati, dando corso ad una legge già esistente.

Claudio Eva, presidente del Comitato provinciale di Genova dell’A.N.V.G.D (Associazione Venezia Giulia Dalmazia) ha detto: «Noi che veniamo da quelle terre siamo italiani due volte: una per nascita ed una per scelta». Ha quindi tracciato un quadro di quanto accaduto in quei tristi anni, con particolare riferimento anche alla situazione in Liguria, dove, dopo il grande esodo dalla Venezia Giulia e dalla Dalmazia, trovarono rifugi molti esuli, alloggiati, in particolare, a Chiavari nei locali della ex colonia Fara e alla Spezia in una caserma, in condizioni non certo agiate, tenuto conto – ha sottolineato – l’ostilità ed i pregiudizi provenienti e fomentati da una certa parte politica dell’epoca

Emerico Radman, vicepresidente del Comitato provinciale di Genova (A.N.V.G.D), Probiviro Nazionale, vicepresidente Comitato Provinciale. Genova, membro del Comitato esecutivo nazionale e assessore all’assistenza, alloggi e beni abbandonati del Libero Comune di Fiume in Esilio ha voluto sottolineare l’importanza per il Ricordo di iniziative come quelle organizzate dal Consiglio regionale, rivolte in particolare ai giovani.

Riferendosi al viaggio-pellegrinaggio, che ogni primavera premia i vincitori del concorso, ha messo in luce l’importanza di un evento che consente di approfondire la realtà storica direttamente dove i fatti sono avvenuti «osservando nel contempo la bellezza della terra perduta e confrontandosi con persone di cultura diversa». Radman ha ricordato che quest’anno le scuole che hanno partecipato al concorso sono otto.

Fulvio Mohoratz delegato per la Liguria della presidenza nazionale A.N.V.G.D., membro del Consiglio nazionale e assessore alla cultura del Libero Comune di Fiume in esilio, ha sottolineato la necessità di far conoscere la verità in un cammino che non é affatto concluso. Ha messo in guardia contro il negazionismo che – ha ribadito – è molto presente soprattutto su certi siti internet.

Sul negazionismo o, comunque sulla volontà di minimizzare quanto accaduto in quei difficili anni, ha messo in guardia anche Giulio Vignoli, giurista e storico, al quale è stato assegnato il premio “Ernesto Valenziano”, istituito dall’A.N.V.G.D.. Vignoli si è distinto per aver affrontato nei suoi lavori le problematiche e le questioni relative agli italiani che, nel corso della storia, si sono ritrovati a vivere in territori esclusi dai confini territoriali della Repubblica italiana, come è accaduto per i giuliano-dalmati, al confine orientale d’Italia.

Vignoli ha tracciato un approfondimento della storia e delle conseguenze della vicenda giuliano dalmata. Ha raccontato in breve il suo lavoro di ricerca per stabilire la verità dei fatti ed ha detto che la mancata o la non corretta conoscenza dei fatti ha una precisa paternità politica di chi, all’epoca, in Italia era su posizioni vicine al governo slavo.

L’assessore alla cultura Ilaria Cavo, ha ribadito la necessità che i lavori dei ragazzi non restino lettera morta «ma – ha detto – devono essere pubblicati sul sito della Regione, nello spazio dedicato ai giovani». L’assessore non ha escluso che i temi vengano raccolti in un volume. Cavo ha anche evidenziato la necessità di programmare appuntamenti a carattere storico e culturale per sensibilizzare i giovani sull’argomento. «Il numero di scuole che aderiscono all’iniziativa della Liguria deve aumentare», ha ribadito.

Alice Salvatore, consigliere del Movimento5Stelle, ha raccontato le sue radici fiumane: il prozio, Nevio Skull, esponente del partito autonomista di Fiume, venne ucciso dai partigiani di Tito. «Sono cresciuta con i racconti di mia  nonna, anche lei una Skull, che hanno reso a me più vicina – ha spiegato Salvatore – quella triste pagina di storia». Il consigliere ha quindi elogiato l’istituzione del Giorno del Ricordo da parte del Consiglio regionale e il concorso annuale rivolto agli studenti: «Queste iniziative – ha concluso –  sono indispensabili per sconfiggere il silenzio»

Al termine della cerimonia sono stati premiati gli studenti delle scuole superiori della Liguria che hanno vinto la quindicesima edizione del concorso indetto dal Consiglio regionale “Il sacrificio degli Italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia: mantenere la memoria, rispettare la verità, impegnarsi per garantire i diritti dei popoli”. I vincitori in primavera parteciperanno al viaggio annuale nei luoghi divenuti il simbolo della persecuzione degli italiani nella regione storica della Venezia Giulia, compresi negli attuali confini geografici di Friuli Venezia Giulia, Croazia e Slovenia. (In allegato l’elenco dei premiati)

Erano presenti, oltre al prefetto di Genova, Fiamma Spena, numerose autorità civili, militari e Associazioni d’Arma. In sala diversi consiglieri ed assessori.

Vittoria Buratta: cosa cambia con il nuovo Censimento permanente della popolazione

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*