“Legge di Stabilità 2016: risultati raggiunti e problemi aperti”, sindaci liguri a confronto

Ottima riuscita per l’incontro “Legge di Stabilità 2016: risultati raggiunti e problemi aperti”, giornata di informazione e ascolto proposta da ANCI nazionale, ANCI Liguria e IFEL, Istituto per la Finanza e l’Economia Locale. Circa 180 sindaci, amministratori, dirigenti e funzionari locali della Liguria si sono ritrovati nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Tursi, messo a disposizione dal Comune di Genova, per confrontarsi e approfondire le principali novità introdotte dalla Legge di Stabilità e il loro impatto sulla vita dei Comuni e delle comunità locali.

“Il costante taglio di risorse è stato aggravato dalla continua incertezza normativa che ha reso ardua la programmazione della spesa. In generale i Comuni hanno affrontato la situazione con grande senso di responsabilità e rigore. Il sistema delle autonomie locali sì è dimostrato ancora una volta essenziale per la tenuta dello Stato e delle istituzioni – ha dichiarato Marco Doria, Presidente di ANCI Liguria, Sindaco di Genova e Sindaco della Città Metropolitana di Genova. – Non possiamo certo considerare finita la battaglia per una reale autonomia finanziaria degli enti locali e contro la tentazione di scaricare solo sui Comuni i costi della crisi. Le incognite fiscali e finanziarie restano infatti notevoli. Prendere coscienza anche dei risultati raggiunti è il modo più corretto per orientare il nostro confronto con il Governo e il Parlamento”.

“Nel triennio 2015 – 2017 si gioca la partita decisiva per portare i Comuni al centro del sistema politico e istituzionale del nostro Paese – ha commentato Fabrizio Clementi, responsabile dell’area Coordinamento delle Anci regionali. – Dopo un 2015 di intenso confronto con il Governo e il Parlamento, per la prima volta dopo anni, il 2016 vede finalmente lo stop ai tagli e il superamento del patto di stabilità. Il 2017 potrà davvero essere l’anno della svolta per il ruolo degli enti locali”.

“Dopo anni di tagli e sofferenza per la prima volta abbiamo una Legge di Stabilità espansiva – ha spiegato Pierluigi Vinai, Segretario Generale di ANCI Liguria, sintetizzando i punti chiave della manovra. “Il superamento del patto di stabilità, per cui tanto abbiamo lottato, e l’istituzione del fondo compensativo per il mancato gettito delle imposte sulla prima casa sono certamente i risultati più significativi. Si procede poi a un nuovo sistema di contabilità, basato sul saldo di competenza, che consentirà ai Comuni di assorbire gli avanzi di amministrazione accumulati negli anni e di riattivare la spesa per gli investimenti. Abbiamo ottenuto che i Comuni sotto i 10.000 abitanti possano esercitare un’azione autonoma senza dover ricorrere alla centrale unica di committenza. Siamo riusciti a far sì che le Città Metropolitane non subiscano nuovi tagli e che anche alle Province, che pur registrano un contenimento della spesa, venga riconosciuto l’importante ruolo di enti di area vasta”.

“Per approfondire tutti gli aspetti tecnici delle normative in tema di finanza locale, supportando il processo di innovazione, ANCI e i Comuni possono contare sul supporto dell’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale – ha sottolineato Pierciro Galeone, Direttore di IFEL. – I Comuni liguri, in particolare, hanno dimostrato di saper cogliere anche l’importanza della formazione e dell’aggiornamento su questi temi: oltre 60% di loro hanno infatti partecipato alle attività formative condotte sul territorio insieme ad ANCI Liguria”.

Andrea Ferri, Responsabile Finanza Locale di IFEL, è entrato poi nel merito degli aspetti salienti della Legge di Stabilità, con particolare riferimento alle specificità del territorio ligure.

Tra i fronti ancora aperti rientra il tema del personale degli enti locali. Ne ha parlato Agostino Bultrini, Responsabile Personale e relazioni sindacali di ANCI: “A fronte di una valutazione complessivamente positiva sulla Legge di Stabilità 2016, il giudizio di ANCI è fortemente negativo sulle misure relative alle politiche del personale. Abbiamo ottenuto un risultato positivo per i Comuni sotto i 1000 abitanti, che potranno procedere con nuove assunzioni, mentre le disposizioni più critiche e delicate riguardano il limite del 25% del turn over per gli altri Comuni”.

Per la Liguria, dove esistono oggi 23 Unioni di Comuni, che raggruppano 114 Comuni, è cruciale inoltre il tema della gestione associata delle funzioni. “Abbiamo ottenuto il rinvio fino alle fine del 2016 dei termini per le gestioni associate dei Piccoli Comuni, ma dobbiamo continuare a lavorare per una riforma che consenta di aggregare il territorio in maniera il più possibile semplificata, libera e incentivata, verso la definizione di bacini omogenei, a prescindere dalle dimensioni dei Comuni coinvolti – ha spiegato Dimitri Tasso, Coordinatore Nazionale ANCI Unione di Comuni. “In questi anni abbiamo dimostrato che i Comuni possono e vogliono lavorare insieme, ma obbligare tutte le funzioni associate vorrebbe dire paralizzare gli enti locali”.

In conclusione, Francesco Monaco, Responsabile Politiche per la coesione territoriale di ANCI, ha passato in rassegna le opportunità di investimento nella politica di coesione europea e nei programmi operativi regionali.

L’evento fa parte di un ciclo di incontri organizzato in tutta Italia da ANCI nazionale, ANCI Regionali e IFEL, Istituto per la Finanza e l’Economia Locale, in collaborazione con Il Sole 24 Ore.