Regione, Lunardon e Michelucci: “Sui centri commerciali Rixi continua ad arrampicarsi sugli specchi”

«Rixi sui centri commerciali continua maldestramente ad Giovanni Lunardon Pdarrampicarsi sugli specchi. Che l’intendimento della Giunta Toti non sia quello di contenere i grandi e medi centri commerciali ma il contrario lo dimostra il fatto che, con il provvedimento appena presentato, si apre alla possibilità di realizzare tali insediamenti anche in aree di pregio assimilabili ai centri storici, come le aree classificate Struttura Urbana Qualificata e Immagine Urbana. Una novità che contraddice il principio generale per il quale i centri commerciali si realizzano nelle aree periferiche e non in quelle di pregio urbano, prossime ai centri storici».

Così dichiarano i consiglieri regionali del Partito Democratico Giovanni Lunardon e Juri Michelucci, che proseguono: «Quando poi Rixi sostiene che dal 2012, e cioè dal momento in cui i Comuni hanno avuto la competenza di individuare nel proprio territorio le aree nelle quali insediare o meno i grandi centri commerciali, il numero di questo tipo di insediamenti è aumentato, cita una serie di dati senza spiegare se si riferiscano alle autorizzazione commerciali che i Comuni potevano dare prima e continueranno a poter dare anche dopo l’eventuale approvazione di questa proposta di legge o se si riferisca, invece, ai provvedimenti urbanistici che verrebbero effettivamente sottratti alle civiche amministrazioni con questo provvedimento. Se si trattasse di ciò, comunque, Rixi evita accuratamente di spiegare se l’aumento del numero dei supermercati si riferisca a iter avviati prima del 2012 e che si sono poi conclusi a partire da quell’anno o se si tratti di provvedimenti concepiti effettivamente negli ultimi quattro anni».

«Inoltre, l’assessore, parla di centri commerciali in linea generale, senza neppure distinguere se si tratti di alimentare o di non alimentare, visto che l’impatto delle due tipologie non è certo lo stesso. Insomma Rixi solleva un gran polverone, trincerandosi dietro numeri citati a sproposito e snocciolando dati senza fornire alcun tipo di spiegazione. Queste imprecisioni servono soltanto a nascondere la vera natura del provvedimento proposto dalla Giunta Toti e cioè giustificare il fatto che la Regione voglia avere le mani libere sulla grande distribuzione, colpendo un principio fondamentale come quello dell’autonomia dei Comuni sul proprio territorio. Infine Toti e Rixi si mettano d’accordo sullo spirito del provvedimento: serve a fare più centri commerciali come fa intendere il Presidente o a farne di meno come dice Rixi? La verità – concludono Lunardon e Michelucci – è che con questo provvedimento se ne faranno di più e male, senza coinvolgere Comuni e associazioni del commercio».