Percfest 2015, emozioni con Fabio Concato

jamdi Alfredo Sgarlato – Quest’anno ricorre il centenario della nascita di Frank Sinatra, il più grande cantante di tutti i tempi, e quindi ogni sera c’è un cantante sul palco di Piazza Marconi. Questa sera è stato il turno di Fabio Concato, ma ad aprire la serata c’è stata una jam session con ospiti a sorpresa. Accanto a Dado Moroni al piano e Bebo Ferra alla chitarra si alternavano Ellade Bandini, storico batterista di Guccini e De Andrè, ma che ha inciso oltre mille dischi, e Nicola Angelucci; al basso e contrabbasso Riccardo Fioravanti e Rosario Bonaccorso, che si è esibito anche come cantante; e poi i percussionisti Marco Fadda, Gilson Silveira e Giorgio Palombino a dare colori sudamericani alla musica. Composizioni di Bonaccorso, Ferra, Moroni, con dediche a musicisti amici scomparsi, al figlio di Dado che compie un anno, a donne amate o perdute. Musicisti affiatati, dalla tecnica indiscutibile, ma soprattutto di grande gusto, senza il quale la tecnica è inutile. Le composizioni sono melodiche ma ritmate e i musicisti si scatenano in ottimi a solo. Si passerebbe tutta la notte ad ascoltarli, ma viene il momento di lasciare il palco a Concato e ai suoi accompagnatori.

11254138_945077088890095_3874274921211494078_nFabio Concato è il classico esempio di musicista originale e sensibile che è passato alla storia per una canzone di successo, e poi ignorato dalla massa malgrado pubblicasse altri dischi validi. Questa tournée nasce da un’idea di Fabrizio Bosso e si intitola semplicemente “Canzoni”. Si alternano pezzi di Concato con classici della musica italiana che Fabio reinventa con la sua voce duttile e particolare. Da Endrigo, “Io che amo solo te” a “Mille lire al mese”, passando per Dalla, Pino Daniele, Zucchero. Tra le proprie canzoni Concato sceglie le meno note, a parte “Rosalina”, brani che parlano di amore per la musica e della bellezza di certi attimi. “Ballando con Chet Baker” diventa l’occasione per ricordare un grande musicista, Marco Tamburini, che aveva inciso la versione originale.

Concato è un interprete molto raffinato, ma il merito di questa grande serata va diviso equamente coi suoi due accompagnatori, Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello. Bosso ogni volta che lo sento suonare mi sorprende per quanto suoni veloce. Ma non è uno sparanote, i suoi a solo sono di una bellezza unica, sa veramente far cantare la tromba. Mazzariello è uno dei pianisti più originali nel panorama italiano. Suona con un fraseggio tutto sincopi e staccati, percussivo, spesso con sequenze di accordi imprevedibili. Quando ero ragazzo tra i musicisti jazz italiani e gli americani c’era un abisso. Oggi no, non è più così, musicisti anche giovani come quelli che abbiamo ascoltato in queste sere o nelle edizioni scorse non hanno nulla da invidiare ai maestri di oltreoceano.

Il pubblico chiede a gran voce il bis che è… “Estate”, l’immortale hit di Bruno Martino diventata ormai uno standard immancabile. “Domenica bestiale”, presentata come “una canzone nuova, vediamo se vi piacerà” è il secondo bis. Serata bellissima che ha reso felice il pubblico presente, e stasera si chiude con il trombettista rivelazione Avishai Cohen e la grande cantante Sarah Jane Morris.

*Foto di Andrea Pino e Paolo Moretti

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