Controlli e frodi agroalimentari: tutto quello che c’è da sapere

Un giro d’affari mondiale che vale circa 60 miliardi di euro. È la stima CeRSAA pan02che il ministero delle Politiche agricole ha fatto, all’Expo di Milano, dell’Italian sounding cioè del “falso” nell’agroalimentare made in Italy. Se al mercato dei prodotti contraffatti si aggiunge anche l’incremento del 277%, tra il 2008 e il 2014, causato dalla crisi economica, delle frodi alimentari con merce adulterata, scaduta o in pessime condizioni igienico-sanitarie si hanno le dimensioni massimali di quanto concerne l’opera di controllo e prevenzione a tutela della sicurezza alimentare e della lotta agli illeciti per i prodotti che portiamo ogni giorno sulla nostra tavola.

«Il “paniere alimentare” tutelato in Italia copre circa il 25% del totale dei riconoscimenti ottenuti dall’Ue – spiega Luca Medini, direttore di Labcam srl-Laboratorio chimico merceologico della Camera di Commercio di Savona – con 271 fra Dop e Igp per il settore cibo e 523 per il vino per un valore della produzione di 13,5 miliardi di euro, l’Italia è il Paese leader in Europa nel settore delle indicazioni geografiche. È evidente che i nostri prodotti di eccellenza, richiestissimi e apprezzatissimi nel mondo, siano quelli più esposti al rischio della contraffazione con grave danno sia per le nostre imprese di qualità sia per i consumatori».

“Controlli in ambito agrolimentare, lotta alle frodi, verifiche e normativa di riferimento” sono i temi del corso di formazione, rivolto agli operatori del settore, che Labcam srl-Laboratorio chimico merceologico della Camera di Commercio di Savona ha in programma per giovedì 2 luglio, dalle 8.30 alle 18.30, nella propria sede di Albenga (Regione Rollo 98), organizzato in collaborazione con l’Unione degli Industriali di Savona, Confindustria Imperia e Certiquality-Istituto di certificazione della qualità.

«Ai partecipanti – dice Medini – saranno illustrati tutti gli aspetti che interessano i controlli ufficiali, la normativa di riferimento, le autorità competenti e le possibili sanzioni, i vari tipi di sequestro applicabili da parte delle autorità sanitarie sui prodotti commercializzati in Italia o importati, l’intera catena delle responsabilità, le strategie di contrasto alle frodi e i controlli ufficiali».

Secondo una recente indagine Ixè, quasi 2 italiani su 3 (65%) oggi hanno paura di ciò che mettono sulle proprie tavole, perché ritengono che la crisi abbia fatto aumentare i rischi alimentari, mentre ben il 2% dichiara di esserne stato vittima. Di fronte al moltiplicarsi dei casi di frode e contraffazione alimentare, quasi 2 italiani su 3 (57%) chiedono inoltre che venga sancito un inasprimento delle pene per contrastare il fenomeno delle mafie agroalimentari.

«Purtroppo – commenta Medini – c’è un lungo campionario di contraffazioni, adulterazioni e truffe, che colpiscono soprattutto i marchi a denominazione protetta, il vanto dell’enogastronomia di qualità. Centrale dunque è la necessità di tutelare la produzione agroalimentare made in Italy con ulteriori controlli e con protocolli di filiera, oggi allo studio dell’Unione Europea, più severi, consumatori più attenti e informati, grazie anche alla nuova etichettatura in vigore dallo scorso dicembre».