Regione Liguria: per Toti lunedì ricorso al Tar e poi ritiro a Santa Croce per far quadrare la giunta

(DIRE) – Verrà depositato lunedì il ricorso al Tar del governatore Giovanni Totiligure Giovanni Toti per chiedere tre consiglieri regionali in più o per “scipparne” uno all’opposizione – nella fattispecie al Pd – in modo da garantire una maggiore governabilità alla maggiorana di centrodestra che il 31 maggio ha vinto le elezioni. Una vittoria risicata, nonostante il 34% abbondante raggiunto alle urne, che consegna alla coalizione guidata da Toti 15 consiglieri più uno (lo stesso presidente) e ne assegna 15 all’opposizione. Nel caso si dovesse passare alla proporzione di 17 a 14 a farne le spese sarebbe il segretario dimissionario del Pd ligure Giovanni Lunardon, per una questione di resti. Insomma il centrodestra ci crede, nonostante il primo verdetto emesso dalla commissione elettorale ligure abbia giudicato inammissibili entrambe le richieste.

Oggi l’avvocato genovese Daniele Granara, esperto costituzionalista che difficilmente sbaglia un colpo, sta finendo di limare il ricorso preparato di concerto col governatore e lunedì lo porterà al tribunale amministrativo della Liguria. La sentenza è attesa nel giro di pochi giorni (entro la fine del mese, assicura Granara) in virtù dell’apposito rito elettorale, più rapido di quello convenzionale.

Naturalmente, comunque vada, è assai probabile che, alla sentenza del Tar, segua poi un ricorso al Consiglio di Stato (lo farebbe Toti se si dovesse veder respinta l’istanza, ma lo farebbe anche il Pd se il tribunale desse ragione all’avversario). Quindi in tempi si allungheranno comunque. La prima seduta del Consiglio regionale dovrebbe essere fissata per il primo luglio prossimo, salvo, appunto, colpi di scena.

E mentre sulla nuova giunta continuano le grandi manovre a destra, sembra proprio che Toti stia ingaggiando un vero e proprio braccio di ferro con il proprio partito, Forza Italia, per i posti da assessore (lui continua a volere due tecnici a Sanità e Bilancio, ma con solo 7 posti disponibili e 4 già appaltati agli alleati – 3 alla Lega Nord e uno a Fratelli d’Italia – gli azzurri resterebbero con un unico nome a disposizione). E così per fare quadrato la maggioranza di centrodestra, il 27 giugno prossimo, potrebbe andare in ritiro nel convento di Santa Croce a Bocca di Magra, nello spezzino. Luogo di meditazione molto amato dalla vecchia nomenclatura democristiana, da Giulio Andreotti ad Amintore Fanfani. (Dic/ Dire)