Truffe e truffatori all’opera ad Albenga; attenti ai lupi: un racconto in prima persona di quanto accaduto questa mattina

di Guglielmo Olivero – Erano circa le 9,30 di questa mattina, 1 Albenga - astaltaturaquando un signore anziano (mio padre) stava rientrando a casa da fare la spesa. Abita in piazza Matteotti (chi vive fuori d’Albenga la conosce come piazza della stazione) nel palazzo Alto. Prima di salire in casa un signore dall’accento italiano (con qualche divagazione genovese) si è avvicinato a lui, in maniera educata e distinta. Ha specificato di essere un infermiere dell’ospedale di Albenga e di avere saputo tramite il figlio (che sarei io) che la casa era in vendita (cosa non assolutamente vera).

L’uomo ha dimostrato di conoscere quasi perfettamente i comportamenti miei e di mio padre e soprattutto gli spostamenti. Mio padre, che ci è cascato, ha invitato l’uomo a salire in casa: ma lui ha detto che aveva una commissione da fare e che sarebbe passato dopo dieci minuti. E così è stato suonando al campanello di casa per svariate volte e in maniera sempre più impaziente. Coincidenza ha voluto che questa mattina io fossi in casa spiegando a mio padre che di quel tizio non ne so assolutamente niente.

Sono partito da questo episodio personale (che non ha avuto altri sviluppi) per sottolineare come bisogna tenere attenta la guardia, soprattutto se si è anziani. Ci sono persone, vestite elegantemente e che sanno tutto dei cavolacci nostri, che cercano di introdursi nelle nostre case. Vestendosi in maniera elegante o esibendo a volte tesserine false riescono aggirare persone ingenue o che non hanno i riflessi pronti. Riuscendo spesso a realizzare i loro programmi. Magari, e sono in tanti a pensarlo, un ladro si veste male ed è giovane. Sbagliato: puoi trovartelo in casa con giacca e cravatta, non avendo alcun sospetto su un uomo di mezza età e che parla la nostra lingua e, a volte, il nostro dialetto.