Consiglio Regione Liguria: giovedì il verdetto sui ricorsi presentati dal centrodestra e centrosinistra

(DIRE) – Tutti col fiato sospeso fino a giovedì. Sarà quella infatti la Palazzo Regione Liguria scritta  fp1 x00data fatidica in cui si saprà con esattezza come sarà composto il prossimo Consiglio regionale ligure, dopo i vari ricorsi presentati sia dal centrodestra sia dal centrosinistra sui posti in aula. La commissione elettorale della Liguria, in Corte d’appello, deciderà giovedì se accettare la richiesta avanzata dalla nuova maggioranza di avere due o  tre seggi in più per garantire la governabilità (si parla di 18 a 15 più il presidente Toti, oppure di 16 a 14 più il presidente, sottraendo un seggio al centrosinistra, visto che al momento le proporzioni sono di 15 a 15, più il governatore). Qui lo scontro è tra la normativa regionale e la normativa nazionale, visto che quest’ultima prevede la garanzia della governabilità per chi vince le elezioni.

 Ma i ricorsi non finiscono qui. Anche i consiglieri non eletti si sono gettati fra le braccia degli avvocati per provare a spuntare un posto in aula, vista anche la complessità della legge elettorale, fra resti e calcoli astrusi. E così c’è anche chi rischia di perdere il posto che credeva di essersi conquistato. Il caso più clamoroso è quello di Giovanni Lunardon, segretario regionale dimissionario del Pd, che nel giro di pochi giorni potrebbe perdere sia la carica interna al partito sia la poltrona in Consiglio. Il suo più acerrimo nemico è l’ex assessore alla Casa della giunta di Claudio Burlando Giovanni Boitano, eretico dell’Udc (visto che Area popolare era alleata col centrodestra) e inserito nella lista legata a Raffaella Paita.

Boitano è determinato a restare in Regione, anche se da consigliere, questa volta, e si è affidato al costituzionalista Daniele Granara, per far valere i propri diritti. Lo stesso avvocato, tra l’altro, che ha presentato il ricorso per il centrodestra. Tanto che qualcuno teme che, in caso riuscisse a subentrare a Lunardon, Boitano potrebbe persino passare armi e bagagli con la maggioranza, magari tornando a seguire la linea politica dell’Udc. E poi c’è Lilli Lauro, fedelissima del coordinatore ligure di Forza Italia Sandro Biasotti e consigliera comunale azzurra, che scalpita per entrare in Regione. Anche perché il suo ingresso nell’aula di via D’Annunzio era stato preparato con tutti i crismi (Biasotti aveva anche ingaggiato una “guerra” con Matteo Rosso, mister preferenze tra i berlusconiani liguri, per lasciare un posto sicuro a Lauro).

  Insomma giovedì il quadro uscito dalle urne di domenica 31 maggio potrebbe mutare, anche se, naturalmente, non nella sostanza. La maggioranza spera di uscirne rafforzata, mentre nel Pd si tenta di evitare l’ennesimo smacco. Dopo il verdetto della commissione elettorale si potrà poi pensare con più tranquillità agli assessori (sette, come da statuto, ma con tre possibili vice come ha già fatto intendere Toti). Quel che è certo è che i consiglieri che accetteranno di entrare in giunta lasceranno, anche se non obbligati dallo statuto, lo scranno in aula: una regola non scritta che servirà ad aumentare i posti disponibili e sistemare chi non è riuscito ad approdare in Consiglio. A quel punto, però, in molti potrebbero preferire il posto da consigliere (più sicuro) rispetto a quello di assessore (maggiormente a rischio, se la maggioranza non riuscisse a rafforzarsi). (Dic/ Dire)