Anche a Tovo il taglio del Fondo di solidarietà: quasi 100 mila euro da recuperare nel 2015

Le modalità di finanziamento dei Comuni Italiani hanno subito, negli Alessandro Oddoultimi anni, molti cambiamenti: il primo risale al 2011 con il federalismo municipale che ha eliminato in pratica tutti i trasferimenti dallo Stato sostituendoli con il “Fondo di solidarietà comunale” alimentato quasi completamente dalle risorse economiche che i Comuni inviano allo Stato, risorse ricavate dal gettito IMU.

Il Fondo di solidarietà comunale ha subito inoltre parecchi tagli nel corso degli anni: nel 2013 la Legge Stabilità assegnava 6,5 miliardi di euro a questo fondo, mentre quest’anno la dotazione dello stesso Fondo ammonta a circa 3,7 miliardi per colpa dei nuovi tagli previsti dall’ultima Legge di stabilità (1,2 miliardi) e delle precedenti spending review.

Quest’anno Tovo San Giacomo dovrà versare allo Stato circa 206.000,00 euro dell’IMU pagata dai tovesi contro i 150 mila dello scorso anno (dunque + 56.000,00 euro) e riceverà dal Fondo di Solidarietà 164 mila euro contro i 204.000,00 euro del 2014 (quindi – 40.000,00 euro): in pratica nel Bilancio 2015 di Tovo si devono recuperare quasi 100.000,00 euro.

Dichiara il sindaco Alessandro Oddo: “Si tratta per il nostro comune di una cifra importante, al limite della sostenibilità finanziaria, che andrà ad impattare pesantemente sul Bilancio 2015 di prossima approvazione. Già da un paio d’anni stiamo affrontando la pressoché scomparsa dei trasferimenti statali con continue razionalizzazioni delle spese con l’obiettivo di non riversare questi continui tagli sui cittadini. Con gli uffici comunali stiamo riprogrammando la spesa per quest’anno dando priorità agli interventi più urgenti e spostando nel tempo quelli non fondamentali, con lo scopo di mantenere lo stesso standard dei servizi ai cittadini e senza dover aumentare le imposte locali”.

Conclude il sindaco: “Si tratta dell’ennesimo salto mortale che l’Amministrazione sta facendo per tenere in piedi tutto il sistema, ma se la politica verso i piccoli comuni dovesse proseguire su questa strada sarebbe più onesto da parte dello Stato chiudere definitivamente tutti i comuni con buona pace delle autonomie locali, del presidio del territorio e delle peculiarità territoriali”.