Legambiente a confronto con i candidati alle prossime elezioni regionali: rifiuti, carbone, dissesto idrogeologico e infrastrutture i temi affrontati

Si è svolto ieri 28 aprile presso la Commenda di Pré a Genova, Incontro candidatil’incontro organizzato da Legambiente Liguria con i candidati alla presidenza della Regione. Hanno risposto all’invito presenziando al confronto Antonio Bruno (Altra Liguria), Enrico Musso (Liguria Libera), Luca Pastorino (Rete a sinistra), Alice Salvatore (M5S), Michele Malfatti, candidato al consiglio nelle lista a sostegno di Raffaella Paita (assente per un impegno a Roma, così come il candidato di Forza Italia, che non ha inviato rappresentati a sostituirlo, per impegni a Bruxelles).

Quattro questioni sono state poste ai candidati dal Presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza e dal Presidente di Legambiente Liguria Santo Grammatico: il prossimo Piano energetico regionale, l’emergenza rifiuti, il dissesto idrogeologico e le infrastrutture.

Sul piano energetico regionale, di prossima approvazione tra i primi atti del neoeletto Consiglio regionale, i presenti hanno condiviso la necessità di uscire da una economia basata sulle fonti fossili. Legambiente ha chiesto ai candidati di “impegnarsi affinché nel Piano regionale siano evidenti gli scenari che azzereranno nel breve-medio termine la decennale e dannosa vocazione al carbone della nostra regione”.

Sull’emergenza rifiuti gli interventi hanno messo tutti in rilievo come sia necessario il recupero e il riciclo in impianti locali, con l’obiettivo di avere un impatto positivo sull’occupazione ligure, evitando quindi la continua esportazione di rifiuti all’inceneritore di Torino o per l’umido agli impianti piemontesi. “L’impegno richiesto ai candidati è di tradurre quanto condiviso e affermato in azioni pratiche, monitorando e valutando con attenzione il ventilato riordino aziendale e industriale che riguarda in particolare Amiu, Acam e Iren e che non ci sembra invece escludere che il deleterio “turismo” dei rifiuti fuori regione, continui”.

Sul dissesto idrogeologico vi è la consapevolezza che i soli interventi previsti dai 420 milioni di euro dalla missione di governo ItaliaSicura non rappresentano che il punto di partenza per rendere meno insicuro il territorio ma che questi non saranno sufficienti e che per uscire dall’emergenza saranno necessari nuovi investimenti e interventi che interessino anche i versanti con una capillare manutenzione. Mentre sulle infrastrutture, citate Gronda e Terzo Valico, nessuno dei presenti si è schierato apertamente a favore delle grandi opere previste. Su questi due temi Legambiente liguria ha “ricordato e ribadito ai presenti la richiesta (già inviata al Presidente della regione uscente a Novembre, senza aver ricevuto risposta) della necessità da parte dei rappresentati regionali di effettuare le pressioni a livello governativo e su tutti i tavoli cui avranno occasione di partecipare: la creazione di un Fondo per la messa in sicurezza del territorio, la formazione per l’autoprotezione dei cittadini, il sostegno ai commercianti, artigiani e agricoltori, alimentato dai proventi dei pedaggi autostradali nella nostra regione e ri orientando i miliardi previsti per la Gronda genovese. Tale proposta ha visto il sostegno di Libera e del gruppo Abele e ha raccolto oltre 30.000 firme a livello nazionale sulla piattaforma change.org”.

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