Arte ed educazione: “Il viaggio Immaginato”, un percorso a sostegno dell’intercultura

Albenga Giovedì 9 aprile – alle ore 17,00 – avrà luogo nelle sale della Fernand Leger Quattro ciclistiBiblioteca Civica Simonetta Comanedi e del Palazzo Oddo di Albenga l’inaugurazione della mostra delle opere realizzate dagli alunni della scuola primaria del comprensorio coinvolti nel progetto “Il viaggio Immaginato”, un percorso a sostegno dell’intercultura realizzato grazie al contributo erogato dalla Fondazione “A. De Mari” e curato dalla prof.ssa Cinzia Vola.

LA MOSTRA – «Il percorso espositivo, articolato nelle sale del 2° e 3° piano di Palazzo Oddo e composto da 19 gigantografie prodotte dalle 17 classi del comprensorio savonese ed ingauno coinvolte, sarà dall’ 11 al 18 maggio, allestito nella sede della “Fondazione di Sant Antonio” di Noli, unitamente agli oltre 450 disegni realizzati dai bambini.

In concomitanza con la tappa del Giro d’Italia Albenga/ Genova del 10 Maggio 2015, è stata poi inserita nel progetto una sezione dedicata ai pittori che per motivi di esilio o di inclinazione culturale hanno compiuto viaggi in mondi lontani, ponendo al centro della propria poetica i temi sociali dell’epoca, quali i Futuristi Italiani e fra gli stranieri Fernand Leger.

Delle opere di quest’ultimo, in particolare è stata sottolineata la valenza sociale, culturale ed educativa sul tema del ciclismo, sia sotto il profilo ludico- sportivo di riscoperta e valorizzazione della cura della salute, sia avendo riguardo all’aspetto ecologico del mezzo, sia per quello che concerne l’aspetto storico della bicicletta, con richiami alla sua utilizzazione in tempo di guerra da parte della Resistenza al Nazifascismo.

Le tele di Leger sottolineano la raffigurazione della bicicletta come mezzo di locomozione fonte di libertà e di gioia di vivere, di ritrovata dignità e spensieratezza dopo la distruzione della guerra, nonché strumento simbolico dell’allora emergente emancipazione femminile, in quanto il pittore, al ritorno dall’esilio negli Stati Uniti, rappresentò donne che affidano i loro bimbi ai mariti, mentre esse si dedicano al piacere di girovagare in bicicletta all’aria aperta, in una festa di ritrovata gioia, di una rinnovata armonia con la natura, e di una fiduciosa riappacificazione con il mondo e con se stessi dopo la catastrofe bellica.

Il viaggio immaginato salda, configura e delinea in un sogno di comunione i frammenti di una umanità divisa, prefigurandola in una convivialità universale per mezzo del fare artistico, strumento direttamente operativo e manipolatorio. Poiche le contaminazioni interculturali che hanno ispirato i pittori viaggiatori presi in considerazione sono reali, gli alunni hanno incontrato vissuto e respirato nel viaggio immaginato quei valori di cui i loro compagni stranieri sono portatori. Attraverso il linguaggio artistico di Picasso, Matisse, Derain e Chagall, i bambini hanno colto quel valore educativo unificante, proprio del processo dell’immaginazione, che trasfigura la realtà in modo trasversale; hanno imparato la varietà dei mezzi espressivi possibili, e l’uguaglianza e la parità nei confronti delle culture. L’arte è il linguaggio universale per eccellenza, trasversale a tutti i popoli; per sua natura, veicolando tesori di emotività, è stata sempre un fattore di socializzazione ed un principio fondante del dialogo, poiché essa ha avuto al centro del suo essere l’umano e le umane esperienze. Un linguaggio di cui il mondo ha sempre più bisogno.

Gli allievi hanno disegnato su cartoncini di formato A3, A4, 50×70 e 100×70, da loro preparati con soluzione di acqua e caffè come mezzo tono di base., e hanno utilizzato il metodo della quadrettatura , che ha consentito loro di ingrandire prima individualmente e poi in gruppo su grandi formati come gigantografie, l’immagine da riprodurre rispettandone le proporzioni originali.

Il progetto realizzato si salda con il precedente, denominato “Il colore del viaggio”, in una ideale valorizzazione del viaggio dell’uomo inteso come spostamento verso un “ altrove”, verso una collocazione “altra” rispetto a quella di partenza, per ragioni esistenziali- migratorie o di semplice scoperta; un tema attualissimo nel presente contesto storico, in cui più alto occorre far risuonare il canto di fratellanza, di rispetto per gli uomini provenienti da altre terre, di uguaglianza fra tutti gli esseri umani alla ricerca di un luogo dove sentirsi chiamare fratelli».

La mostra sarà visitabile ad ingresso gratuito, fino a domenica 19 aprile presso il 3^ piano di palazzo Oddo, e fino a sabato 18 presso la biblioteca.