Regionali Liguria, L’altra Europa con Tsipras: “con Pastorino per affermare un’alternativa forte al PD”

«In Liguria, l’uscita dal PD di un significativo gruppo di militanti e di urna voto A1 00dirigenti e la decisione di Luca Pastorino di candidarsi alla Presidenza della Regione apre uno scenario nuovo e dimostra in modo visibile la possibilità di offrire finalmente agli elettori e alle elettrici di sinistra, a quanti e quante vogliono cambiare e farla finita con la sudditanza alle politiche liberiste di svendita del territorio, dei beni comuni e dei diritti, la concreta possibilità di farlo».

Così sostiene il Comitato di transizione de L’altra Europa con Tsipras, che prosegue: «Oggi rompere la falsa unità del PD, mettere a nudo la fragilità del suo successo elettorale drogato dall’abbandono nell’astensione di migliaia di elettori è un obiettivo primario per chi crede nella necessità di un’alternativa, a livello nazionale e locale. In Liguria è possibile affermare nelle urne una nuova politica, una alternativa al PD. Il sostegno ampio e unitario alla candidatura a presidente di Luca Pastorino rende ciò possibile».

«Siamo fiduciosi – e ci impegneremo a tal fine – che il programma elettorale di Pastorino e della lista Rete@Sinistra rispecchierà nelle modalità di costruzione e di elaborazione la piena adesione a una volontà di radicale cambio dei contenuti e delle forme della politica, a partire dalla netta messa in discussione della logica delle Grandi Opere (e del Terzo Valico tra esse), tanto più necessaria e opportuna oggi alla luce dei gravi fatti di corruzione emergenti dalle inchieste giudiziarie, come siamo fiduciosi che Pastorino saprà valorizzare le forze nuove dei movimenti e di tutte le forze che si sono rese disponbili ad una vera alternativa politica».

L’Altra Europa, conclude la nota, «si impegna in Liguria per il pieno successo di questa battaglia politica ed elettorale, respingendo ogni tentazione di frammentazione, che provocherebbe una divisione tra le forze alternative al Pd e al centrosinistra incomprensibile e dannosa e alimenterebbe, soltanto ulteriore sfiducia nella possibilità di cambiare, rafforzando la pericolosa illusione della imbattibilità e insostituibilità del renzismo».