Regione, Melgrati e Rosso (FI) a Burlando e Montaldo: “Vogliamo chiarezza sull’ipotesi di una ristrutturazione del Santa Corona”

“Apprendiamo come sempre dai media che ci sarebbero al vaglio della Marco Melgrati B1 00Commissione mista composta da Regione, Asl2 e Comune di Pietra Ligure due ipotesi di ristrutturazione e rilancio dell’ospedale pietrese. Secondo indiscrezioni – dichiarano Melgrati e Rosso – la prima ipotesi prevedrebbe una ristrutturazione dal costo relativamente contenuta (circa 50 milioni di euro) con il mantenimento delle strutture ospedaliere di levante, dai padiglioni 17 e 18 fino alla “Piastra dei Servizi”, “Unità Spinale” e “Polio”, collegate o unite tra loro”.
“Il secondo progetto invece ha un costo decisamente più elevato e consisterebbe nella costruzione di un nuovo grande monoblocco, con demolizione di molte parti e vendita dei restanti edifici. Questa soluzione comporterebbe un costo di circa 140 milioni di euro. I due progetti sarebbero finanziati entrambi dalla vendita del patrimonio immobiliare ospedaliero dismesso del Santa Corona e vedrebbe la realizzazione di prime e seconde case, strutture ricettive, negozi ed altro.”
“Abbiamo chiesto – proseguono il capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati e il vice-Presidente della commissione Sanità Matteo Rosso – con una interrogazione urgente al Presidente Burlando e all’assessore alla sanità Montaldo di chiarire se queste ipotesi corrispondano al vero, se esiste una valutazione “reale” dell’eventuale valore di dismissione del patrimonio immobiliare (auspicando che non si faccia una operazione di “finanza creativa” come quella della cartolarizzazione con Arte Genova che è stata censurata dalla Corte dei Conti). Abbiamo inoltre chiesto da chi è composta questa Commissione formata da rappresentanti di Regione, Asl2 e Comune di Pietra Ligure, se c’è già un incarico di progettazione e che costi ha, e come inciderà questa ristrutturazione sull’assetto sanitario del Ponente savonese, tenendo conto della necessaria e fondamentale integrazione con il presidio albenganese, in quello che sulla carta è già un ospedale UNICO in due diverse sedi.  E soprattutto se sia opportuno, vista la presenza a pochi chilometri di distanza del nuovo ospedale Santa Maria Misericordia, rivedere queste due ipotesi progettuali, alla luce di una più concreta e significativa integrazione con il presidio albenganese, di recente costruzione e baricentrico per il bacino di utenza di ponente, con il mantenimento del presidio DEA di II livello legato all’urgenza a Santa Corona e invece ad Albenga tutte le attività chirurgiche di alta e media complessità di elezione”.

3 Comments

  1. E’ vero, pur da incopetente in materia, vedo nel progetto da 140 mil.un bel pacco di interessi occulti.
    Cosa si aspetta ad utlizzare meglio la nuova struttura di Albenga ?
    Attendiamo la risposta da ” baffetti da sparviero “

  2. Il progetto da 140 milioni è sfacciatamente un tentativo di far schiantare la ristrutturazione del DEA per poi sopprimerlo perdendo la classificazione di 2 livello ( che gliene frega ai genovesi..hanno il loro S Martino!)lasciando morire l’ospedale.
    Quello da 50 milioni è invece l’unico realizzabile.
    Alla luce della ormai unica via di far lavorare i due ospedali insieme (dopo 6 anni e mille sabotaggi fatti apposta per far collassare S. Corona forse è ora). Ma non possono dirlo apertamente prima delle elezioni.
    Addirittura, se davvero i pietresi iniziassero a capire qualcosa, potrebbe anche andare bene una semplice ristrutturazione di reparti funzionali solo all’attività di emergenza del DEA, con lo spostamento delle altre attività di elezione ad Albenga.
    Il posto si troverà… vorrà dire che qualche reparto si stringerà.. 🙂

  3. Certamente con la crisi edilizia immobiliare e considerando il momento di austerità andare ad imbarcarci in grossi progetti dai costi estremamente elevati senza poi non considerare le sorprese di appaldo, sub, appalti dei sub appalti ecc ecc Oggi allo satto attuale converrebbe volare bassi e accontentarci di sanare quello che abbiamo e chiedere a tutti gli addetti che lavorano presso la struttura del Santa Corona cosa effettivamente occorrerebbe fare ed avere e per far si che il Santa Corona funzioni ancora meglio di adesso, senza andarsi ad imbarcare in nuove avventure costose considerando il momento economico difficile. Non facciamolo diventare un piccolo Mose o un Expo viste i risultati .Aspettimo momenti più favorevoli. Sarebbe stato meglio allora, che il Santa Corona rimanesse nelle mani della Regione Lombardia , ma faceva troppo gola ai nostri PESCECANI LIGURI DI ALLORA toglierlo ai Lombardi.

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