Liguria, Pellerano: “Troppe emergenze in carico all’assessore Paita, rinunci ad alcune deleghe”

«Le motivazioni che ci hanno portato a firmare la mozione di sfiducia nei Lorenzo Pellerano 2confronti di Burlando e Paita sono innumerevoli, verranno esposte nel corso del dibattito di martedì prossimo in consiglio regionale. Nel frattempo ritengo sarebbe un gesto di grande responsabilità da parte dell’assessore Paita assumersi l’impegno di rimettere quanto prima alcune delle troppe deleghe accumulate. Ha già in carico le gravose responsabilità di Infrastrutture e Relazione con gli Enti Locali e, come se non bastasse, è da mesi in campagna elettorale per la successione a Claudio Burlando, che necessariamente distolgono buona parte del suo tempo e delle sue energie dai compiti istituzionali. Tanto più in una situazione gravissima come quella attuale occorre essere pragmatici: è impensabile – oltre che irresponsabile – che nelle mani di una sola persona siano accentrate tante deleghe così delicate che richiedono tutte una gestione costante, puntuale e attenta nell’interesse dei cittadini di questa Regione». Così Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti interviene in vista del dibattito sulla sfiducia in Regione Liguria.

«Il piano di emergenza del Comune di Genova – prosegue il consigliere – non è stato più aggiornato dopo l’alluvione del 2011, e in molti comuni liguri manca del tutto. È poi evidente che nella gestione dell’emergenza qualcosa non ha funzionato a dovere, così come nella gestione dell’aiuto alle realtà colpite. Per quello che ho visto a Genova la Regione non si è fatta vedere e le istituzioni non hanno neppure fatto avere un panino e una bottiglietta d’acqua alle migliaia di volontari all’opera. Se avessimo avuto un assessore meno oberato qualcosa di più si sarebbe potuto fare, se non altro dedicando più attenzione e tempo alla macchina della Protezione Civile nei mesi precedenti. Ma anche senza pensare solo al passato, ricordo che persistono situazioni emergenziali – affidate all’assessore Paita – che hanno necessità di essere seguite e gestite con grande attenzione e tutto l’impegno possibile: in primis l’imminente chiusura della discarica di Scarpino, determinata da decenni di mala gestione del ciclo dei rifiuti da parte di Regione Liguria e Comune di Genova, ma anche la miriade di situazioni di dissesto disseminate sul territorio ligure. Solo questi due temi richiederebbero un responsabile politico impegnato a tempo pieno, tempo che – per evidenti motivi – manca all’assessore Paita».

«Perché in Liguria l’assessore alle Infrastrutture deve anche seguire l’apertura di nuovi cantieri, per esempio quello dello scolmatore ed il secondo lotto della copertura del Bisagno, che si aggiungeranno a quelli già aperti e da aprire per la realizzazione di infrastrutture strategiche per il futuro dei collegamenti della nostra regione: dal Terzo Valico alla Gronda passando per il raddoppio del Ponente e il rifacimento del nodo ferroviario di Genova. C’è poi da aggiungere la riforma degli enti locali, altra delega che la Paita ha accettato di assumere. Quale persona di buon senso – nonostante grandi capacità – può pensare di far fronte a tutto questo? A mio parere nessuna: avere consapevolezza dei propri limiti e dei limiti umani è segno di intelligenza. Pertanto penso che da parte di Raffaella Paita sarebbe un atto di grande responsabilità politica verso il territorio – alla cui guida è candidata in seno al PD – rimettere alcune delle sue troppe deleghe al presidente Burlando. Se così non fosse a qualcuno potrebbe venire il dubbio che l’assessore Paita abbia cumulato tanti ruoli solo per aumentare consenso e visibilità politica, a scapito della efficiente gestione delle diverse materie a lei affidate. Un dubbio ingiusto che l’assessore e il presidente Burlando devono fugare procedendo quanto prima a una più ragionevole distribuzione degli incarichi in giunta», conclude Pellerano.