Famiglia sfrattata dalle case popolari ARTE di Alassio, Melgrati: “Vergognoso episodio di eccesso di burocrazia”

“Questo vergognoso episodio si commenta da solo – denuncia il Marco Melgrati B1 00capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Marco Melgrati – E l’assessore Boitano non dica che non li conosceva! I fatti: una famiglia di madre, padre e 2 figli aveva avuto in assegnazione, sulla base delle graduatorie, una casa nel complesso ARTE di Alassio, composta da soggiorno con cucina e n. 2 camere. Nel tempo il figlio ha trovato un lavoro in Svizzera, e la figlia era andata a convivere ad Albenga con il compagno, con il quale aveva avuto un figlio. La convivenza non era andata a buon fine e la figlia era tornata a vivere con il bambino presso l’appartamento dell’ARTE di Alassio, e la cosa era stata segnalata all’Ente”.
“Oggi, nonostante la figlia fosse già aggiudicataria, insieme ai genitori, di questo alloggio – continua l’esponente di Forza Italia – e di fatto il figlio di 4 anni “sostituisca” nella presenza l’altro figlio emigrato in Svizzera, l’Arte sfratta Donna e Bambino dalla casa dei genitori. Tutto perché è stato richiesto il contratto di locazione della casa che la ragazza condivideva con il convivente, con l’atto giudiziario di sfratto da questa casa, impossibile da reperire perché la ragazza con il bambino avevano abbandonato la casa e il convivente, dopo che, a cause dell’indigenza economica derivata dalla disoccupazione del compagno, nella casa era stata tagliata anche la luce e il gas. E’ incredibile che, pur in presenza della dotazione minima e massima di questa casa popolare (4 persone), quindi 2 camere da letto, l’istituto Arte cacci di casa figlia e bambino di 4 anni, e non si trovi il sistema di ovviare a questa emergenza che di fatto sarebbe già risolta”.
Spiega ancora Melgrati: “l’Arte ha quindi comunicato in data 06.10.2014 che “non avendo fornito l’integrazione richiesta” (l’atto di sfratto inesistente, impossibile da esibire) “l’ampliamento del nucleo familiare” (di fatto relativo solo al nipote, perché la figlia già assegnataria, e in sostituzione del figlio emigrato per lavoro) “non può essere accolto.” Non solo: la figlia e il nipote della coppia assegnataria “dovranno lasciare l’immobile entro e non oltre 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, in mancanza del quale l’Agenzia Regionale Territoriale per l’Edilizia sarà costretta ad attivare le procedure richiamate dalla normativa vigente. Ma non è finita qui: “ Qualora (madre e figlio di 4 anni) non lasciassero nel termine l’immobile, agli assegnatari (la madre e il padre della ragazza) sarà addebitato un canone convenzionale di locazione nella misura massima, previsto per gli assegnatari che abbiano perduto i requisiti per la permanenza nell’assegnazione, fino a quando non sarà regolarizzato il rapporto di assegnazione.”
“Credo che in un momento di grave crisi economica un ente come l’Agenzia Regionale Territoriale per l’Edilizia dovrebbe facilitare operazioni di ricongiungimento familiare che vanno comunque a rimodulare il numero degli assegnatari secondo i corretti standard previsti dall’Ente stesso al momento dell’assegnazione. Non può l’ottusità di qualche burocrate mettere in mezzo ad una strada una madre ed un bambino di 4 anni che hanno alle spalle una storia già lacerante di divisioni e situazioni insostenibili. L’Arte ex Istituto Autonomo Case Popolari è nato per venire incontro a situazioni di questo tipo, non per creare questi problemi. Ho presentato una interrogazione urgente all’assessore Boitano, al quale peraltro avevo già segnalato il caso (inutilmente) – conclude il Capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati – nella speranza di vedere una soluzione nel breve termine di questo increscioso e incredibile problema. Diversamente chiameremo il Gabibbo per portare questo caso all’attenzione nazionale, ma spero di non dover arrivare a questi punti… ne va della credibilità della politica, e soprattutto del buon senso!”.

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