Anniversari illustri: Julio Cortázar (1914-1984)

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di Alfredo Sgarlato – Il 1914 è l’anno di nascita di molti grandi scrittori, come Marguerite Duras, che abbiamo già trattato, William Burroughs, che tratteremo, e Julio Cortázar. Devo la mia scoperta del secondo massimo scrittore argentino (dopo Borges, ovviamente) ad una fanzine, “Il paradiso degli orchi”, che ricevevo per corrispondenza un paio di decenni fa. Rimassi stregato dalla presentazione di Cortázar e soprattutto dell’antologia di racconti “Bestiario”, e corsi a comprarla. Fu una folgorazione: non avevo mai subito un tale incantamento da parte di uno scrittore da quando, ragazzino, scoprivo Kafka e Bradbury. Quella per me era la Letteratura con la maiuscola. “Bestiario” è stato il primo libro pubblicato da Cortázar, nato a Bruxelles il 26/8/1914 dove lavorava il padre diplomatico, dopo alcuni rifiuti. Fu pubblicato in Francia, dove era esiliato per motivi politici, nel 1951.

Come dice il titolo gli animali sono il leit-motiv degli otto racconti contenuti, semplici spunti per un tour de force nelle profondità più recondite dell’animo umano, tra surrealismo e humour nero. Cortàzar scriverà un’altra decina di antologie, tra cui amo particolarmente “Troppo amore per Glenda” (1980), specialmente il racconto eponimo, che ci spiega fino a che punto può arrivare il fanatismo dei fans. Nel 1960 Julio passa al romanzo con “Il viaggio premio”, seguito nel 1963 da quello che la critica considera il suo capolavoro, “Rayuela” (“Il gioco del mondo”), opera autobiografica che si può leggere seguendo i capitoli in più ordini diversi. bestiarioNei romanzi rispetto ai racconti diminuisce l’aspetto fantastico e si rafforza quello della sperimentazione linguistica, seppure Cortàzar abbia scritto anche opere di taglio tradizionale, come il bellissimo “Il persecutore”, biografia romanzata del jazzista Charlie Parker (la musica è un altro riferimento fisso nel lavoro dello scrittore argentino). Ha scritto anche poesia, critica letteraria, saggi politici. Due film caposaldo del cinema degli anni ’60, “Blow up” di Antonioni e “Week end” di Godard, sono tratti da suoi racconti. Morì il 12 febbraio 1984 a Parigi, per leucemia o forse per una trasfusione di sangue infetto. La sua influenza su moltissimi scrittori viventi, non solo sudamericani, è innegabile. Ma rimane sullo sfondo, poiché pochissimi scrittori sono inimitabili quanto Cortázar.

il trend dei desideri: la rubrica Corsara di Alfredo Sgarlato