Ad Alassio un’area dell’eccellenza italiana eno-gastronomica

I curiosi che in queste settimane hanno varcato l’ingresso del piccolo 5 Viva il Gusto - Alassiocortile in Passeggiata Dino Grollero 8 ad Alassio lo hanno capito subito che non stavano entrando in uno dei tanti locali situati sul lungomare della cittadina turistica. “A Viva il Gusto si raccontano emozioni” – scrive Andrea, un turista passato da Alassio, sulla pagina Facebook del progetto. “Il prodotto Italia nel suo insieme di eccellenze eno-gastronomiche è unico e inimitabile, noi italiani dobbiamo ambire a consolidarlo e valorizzarlo” dice Massimo Sainato, Presidente dell’associazione culturale Viva il Vino e ideatore del progetto Viva il gusto, dove ricopre il ruolo di consigliere di amministrazione.
“Abbiamo selezionato in via sperimentale un insieme di eccellenze artigianali uniche per la loro qualità, che il pubblico di passaggio sul lungomare di Alassio in queste settimane ha potuto degustare ed acquistare, per dimostrare quanta sia la differenza con i prodotti industriali che siamo abituati a comprare al supermercato e quanto poco in più costi la qualità, visto che i nostri prezzi sono persino mediamente inferiori a quelli di qualsiasi altro locale del lungomare, dove spesso non è nemmeno indicato il nome dei produttori” aggiunge Massimo Sainato.
Ecco allora che in questa area degustazione temporanea aperta a metà luglio (il cortile chiuderà infatti i battenti il 6 settembre) il pubblico ha potuto assaggiare la più buona mozzarella di bufala d’Italia, perlomeno secondo la classifica del sito Dissapore.com, prodotta da un piccolo caseificio di Fisciano, in provincia di Salerno, che tutte le settimane ha inviato ad Alassio il prodotto appena realizzato.
Ecco il prosciutto crudo di Langhirano stagionato 18 mesi, che si scioglie in bocca lasciando profumi e sapori straordinari, diversi da quelli del ben più sapido prosciutto toscano fatto arrivare invece dal macellaio di un piccolo paese sulle colline pisane. Ecco la vera pasta di Gragnano, prodotta da “Antonino il pastaio”, ritenuta una delle migliori in Italia, ecco i salumi delle Langhe del più noto norcinaio piemontese, che per il Gambero Rosso merita il massimo dei voti nella sua Guida.
Ma l’attenzione si è concentrata anche sul territorio locale, con le verdure e la frutta di stagione provenienti dall’orto di Marco Ferrero, che con le sue coltivazioni biologiche ha dato vita al progetto “Albenga in Tavola”. Oppure con i formaggi di pecora di razza brigasca, presidio Slow Food, del “Boschetto” di Aldo Lo Manto, il più bravo fra i pastori liguri, che nel laboratorio di Bastia d’Albenga trasforma il latte appena munto ai 2.000 metri dei pascoli dell’alta Val Roya, sul confine fra Italia e Francia.
L’olio arriva dalla Val d’Arroscia, dove a Ranzo (Im) l’azienda agricola Bio Vio raccoglie le “taggiasche” da uliveti secolari. Ancora più in alto, a Gazzo d’Arroscia, 700 metri d’altezza, La Baita, altra eccellenza agricola del territorio, trasforma in crema morbida e gustosa i suoi prodotti, dando vita a patè di olive, pesto e altre salse che vengono elaborate nei piatti preparati dietro il bancone da Valeria, la moglie di Massimo Sainato.
E così con Valeria nell’inusuale ruolo di chef (nella vita è educatrice scolastica) e Massimo a seguire i clienti raccontando la storia di ogni prodotto (nella vita si occupa di organizzazione di eventi) a Viva il Gusto ci si è sentiti come ospiti a casa, accolti nel piccolo cortile sul lungomare di Alassio, che offre al massimo 15 posti a sedere. Dagli spuntini a pranzo, all’aperigusto serale, alla ambita cena degustazione dove le 5 portate sono abbinate a cinque diversi calici di vino, scelti fra le 16 diverse etichette chiamate a rappresentare l’Italia dentro il bicchiere: una selezione dei migliori piccoli vignaioli del nostro Paese, da Nord a Sud, dalla bollicina ai passiti, per dimostrare – in collaborazione con l’associazione Viva il Vino – cosa vuol dire bere bene al prezzo giusto. Ogni bottiglia costa infatti rigorosamente meno di 15 euro.
Il progetto è curato in ogni dettaglio: anche la birra è ovviamente artigianale e proviene da un micro-birrificio di Montefalco, nel cuore dell’Umbria, mentre tutte le bevande analcoliche, dai nettari di frutta artigianali prodotti da Luca Dal Pian a Tiglieto (Ge), alla limonata di Portofino, alla gazzosa coi limoni di Amalfi, al chinotto di Savona, sono rigorosamente italiane. Così come anche la Cola, che nasce sotto la Mole a Torino. “Siamo onorati ed entusiasti che questo primo progetto sperimentale di Viva il Gusto abbia avuto vita proprio ad Alassio” dice Lucia Leone, consigliere con delega al Commercio che ha fortemente voluto questa iniziativa.
Intanto la clientela di passaggio rimane sorpresa e sbigottita quando – dopo aver fatto i complimenti di rito per l’esperienza unica vissuta – apprende che dal 7 settembre questo angolo di Alassio fatto di emozioni, gusto e lumi di candele, tornerà a essere un desolante spazio vuoto sul lungomare: Viva il Gusto cala il sipario senza ancora sapere bene se, come e dove andrà nuovamente in scena, ma portandosi via un bagaglio di calore umano riempito grazie alle emozioni trasmesse dai prodotti in degustazione, segno che il cibo e il vino possono ancora essere cultura e molto altro.

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