Albenga: omaggiato Gianni Tarnoldi, superstite del naufragio della motobarca Annamaria (foto)

Nella sala degli Stucchi del comune di Albenga il sindaco Giorgio Cangiano 4 omaggiato Gianni  Tarnoldi - Albenga 26-8-2014ha accolto – con un incontro a sorpresa – Gianni Tarnoldi, 74 anni di Milano, superstite del naufragio della motobarca Annamaria. Tutta l’amministrazione ha inteso non solo onorare la memoria di quegli sfortunati bimbi annegati il 16 luglio del 1947, ma consegnare a Gianni Tarnoldi un riconoscimento per il Legame e l’amore con il quale da allora ha mantenuto un rapporto costante con la città e con la famiglia di Francesco Maglione, da cui fu tratto in salvo in quella terribile giornata. Erano presenti e gli hanno consegnato alcuni doni la Vecchia Albenga, Croce Bianca e Fieui de Caruggi.
Nel vedere la sala degli Stucchi piena di persone giunte per festeggiarlo, comprendendo che l’incontro non era per una breve intervista ma in suo onore, la prima frase pronunciata da Gianni Tarnoldi, scoppiando a piangere commosso, è stata: “io sono di Albenga!”. Dice il superstite dell’Annamaria: “Avevo solo 8 anni, quando sono partiti i soccorsi della barca e il papà di Marina che aveva 38 anni mi ha trovato e soccorso, con 1 ora di respirazione per salvarmi la vita. Ero uno di quei bambini che sono purtroppo morti nella barca Annamaria il 16 luglio del 1947. Mi ritengo cittadino di Albenga le mie emozioni e la mia vita l’ho vissuta qua , mi appassiona tutto di questa città. Allora non esistevano mezzi di comunicazione e la mia famiglia dopo le prime notizie alla radio erano convinti che fossi morto, il padre di Marina che non aveva figli e vedeva che nessuno mi cercava pensava fossi un orfano e voleva adottarmi, ma la mia famiglia era convinta che fossi a Loano, perché alla radio avevano detto che la Colonia era di Albenga. È rimasto un rapporto con i genitori di Marina che potrei paragonare a un rapporto più che famigliare. Negli anni successivi io ero ospite della famiglia Maglione che mi ha dato affetto e amore, e per la moglie di Francesco ero come un figlio, ora che loro non ci sono più, considero i figli la mia famiglia”.
Il sindaco Giorgio Cangiano si è commosso nel leggere un frammento dei ricordi di Tarnoldi, tratti dal libretto commemorativo della Croce Bianca, dove in prima persona – in un intervista del 1997 rilasciata a Il Giorno – ricordava così il momento del naufragio: “sentii un tonfo sordo sotto lo scafo. Toglietevi le scarpe e buttatevi in mare – gridava il capo della nave- non sapevo nuotare, ma mi gettai in acqua… tutto intorno i miei amichetti si aggrappavano disperatamente gli uni agli altri … e urlavano, disperati. Io ero invece da solo… mi svegliai sdraiato nel sottopasso. Vidi la luce che entrava e pensai di essere a casa dalla nonna… seppi poi che ero stato portato a riva da un uomo. Era Francesco Maglione, il mio salvatore… Nell’ascoltare quelle parole lette dal sindaco il volto di Gianni si rigava di lacrime e tutti i presenti erano ammutoliti e commossi, “vedendo” in quell’uomo di 74 anni, il ragazzino di allora”. Il sindaco Cangiano nel regalargli il libro dei Dialetti di Gastaldi ha detto: “ora che sei albenganese puoi studiare e parlare il dialetto!”.

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