Tribaleglobale: primi risultati della missione “Africa 2014: Abidjan, Lomé tra Bellezza e Mistero”

Al termine della missione di Tribaleglobale che quest’anno si chiama “Africa goithafla fronte2014: Abidjan, Lomé, tra Bellezza e Mistero”, Giuliano Arnaldi – sovrintendente della omonima Fondazione e direttore del MAP, il Museo di Arti Primarie – illustra i primi risultati.
“Ci proponevamo di consolidare due progetti in essere e che hanno il loro cuore nella Valle Arroscia” dice Arnaldi: “il primo riguarda il format che chiamiamo Il linguaggio delle Pietre, il secondo relativo al consolidamento della presenza artistica internazionale del progetto Valle Arroscia Parco della Memoria. Per il Linguaggio delle pietre, iniziato con il ritrovamento nel del Dolmen di Castellermo avvenuto il 25 luglio 2012 ad opera degli studiosi di Tribaleglobale e proseguito nel 2013 con la partecipazione alla missione relativa al sito archeologico di Goblekli Tepe in Turchia in relazione al lavoro dell’artista tedesco Rainer Kriester, abbiamo avviato contatti con le Autorità locali per potere esporre – per la prima volta in assoluto- le suggestive e misteriose sculture litiche ivoriane definire “pietre di Goithafla”, rinvenute negli anni 80 del secolo scorso e finite nell’oblio: sono sculture antropozoomorfe di grande bellezza, simili nel linguaggio estetico alle pietre di Luni e ad altre espressioni artistiche comuni a popoli di ogni parte del mondo».
«Per ciò che riguarda i progetti di interscambio, abbiamo stabilito un calendario di eventi che si terranno a Lome’ in Togo e nel parco delle sculture di Onzo , Menmosine. Qui esporranno artisti togolesi, la’ artisti italiani. Presenteremo il dettaglio dei progetti nel quadro della Festa per 421 anniversario della Repubblica di Onzo, che si terra nel Parco di Memosine a partire dal 4 settembre alle ore 18 e in quella occasione renderemo pubblici altri elementi sia relativi alla Missione appena conclusa nel continente Africano, sia concernenti una importante collezione di arte antica che dopo vent’anni ritorna alla luce», conclude Arnaldi.

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