Informatica e alimentare leader in Liguria; Grasso (Confartigianato): “Sono soprattutto le micro e piccole imprese a creare lavoro”

Informatica, industria alimentare, servizi per edifici e paesaggi e Giancarlo Grasso 02istruzione: ci sono settori in cui, in Italia (e in Liguria), occupazione e imprenditorialità sono ripartite, a fronte di una generale crisi del mercato del lavoro. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato su dati Eurostat, al primo trimestre 2014 solo sei regioni sono in controtendenza rispetto alla flessione nazionale dello 0,9% dell’occupazione: si tratta della Provincia autonoma di Trento, che registra un aumento tendenziale degli occupati del 2,5%, seguita dalla Valle d’Aosta con +2%, dalla Toscana con +1,7%, dal Lazio (+0,3%), dalle Marche e dall’Emilia Romagna, entrambe a +0,1%. Sul versante opposto, si registra un’intensa dinamica negativa dell’occupazione in Abruzzo (-4,9%), seguito proprio dalla Liguria con -4,3%, dalla Provincia autonoma di Bolzano con -3,6%, dalla Campania con -3,1% e dal Molise con il -2,9%.

Se il lavoro stenta a ripartire, ci sono però tredici settori “driver” in cui l’occupazione segna una netta inversione di tendenza, con picchi del +10,4%: è il caso della produzione di software e consulenza informatica, che conta oltre 263 mila occupati in Italia e quasi 44.800 micro e piccole imprese. Un settore che in Liguria, in un anno, è cresciuto del 6,7%, con 111 imprese artigiane all’attivo. In crescita anche l’industria alimentare, con oltre 413 mila occupati (+8,7% tra primo trimestre 2013 e primo trimestre 2014): un comparto che raccoglie oltre 54.400 piccole realtà in Italia, di cui 1.418 in Liguria (+1,14%). «Le micro e piccole imprese artigiane si confermano motore dell’occupazione in settori fondamentali per la crescita del Paese: l’innovazione e il made in Italy – spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – Nei 13 settori driver dell’economia, in cui prevalgono le piccole realtà imprenditoriali, la crescita occupazionale è stata di 90 mila unità in un anno: ciò significa che il tessuto della microimprenditorialità artigiana ha le risorse necessarie per innovare, crescere e creare posti di lavoro».

Nella nostra regione segnano una buona dinamicità anche i settori legati all’istruzione (55 imprese artigiane all’attivo, +1,85% in un anno) e ai servizi per edifici e paesaggi (ben 1.896 in Liguria, cresciute dell’1,55%). Si tratta di settori che a livello nazionale raccolgono, rispettivamente, 25.931 e 43.489 piccole imprese (con oltre 1,5 milioni e 454 mila occupati, in crescita dello 0,7% e del 2,5%). L’occupazione aumenta anche dove è maggiore la presenza del pubblico: nei servizi di assistenza sociale residenziale sale dell’8,4% e nell’assistenza sociale non residenziale del 7,6%; marcata crescita della domanda anche nelle attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico, con un +6% nell’ultimo anno. Attività, queste ultime tre, quasi assenti nel settore artigiano ligure.

Nei rimanenti settori driver, la Liguria registra dati in controtendenza rispetto a quelli nazionali. La domanda nella ristorazione (quasi 258 mila piccole imprese) sale del 5,6%, così come la richiesta di architetti e ingegneri per studi, collaudi e analisi tecniche (+5,5%), comparto che conta quasi 213 mila piccole realtà italiane: nel primo caso (con 1.600 micro e piccole imprese attive) la Liguria segna una leggera flessione dello 0,9% della dinamica imprenditoriale, mentre nel secondo il calo è più deciso (-3,2% e solo 30 realtà artigiane all’attivo). La domanda di lavoro cresce anche nella fabbricazione di macchinari e apparecchiature: +5% e 23 mila piccole imprese, di cui 217 liguri (in calo del 9,2%). Oltre 32 mila micro e piccole realtà sono attive nell’abbigliamento e nella confezione di articoli in pelle e pelliccia, settore in cui l’occupazione segna una crescita del 4,9%: in Liguria la dinamica imprenditoriale è negativa del 6,2%, con 462 realtà.

Occupazione in aumento, anche se con variazioni inferiori al punto percentuale, nel magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti (+0,8% e quasi 22 mila piccole imprese) e nella fabbricazione di prodotti in metallo (+0,6% e oltre 70 mila micro e piccole realtà). In Liguria i due settori artigiani raccolgono, rispettivamente, 112 e 1.344 imprese (diminuite dello 0,88% e del 4,7% nell’ultimo anno).