Finale: “Viole per Enza, sette storie di donne, sette storie di violenza”

A Finale Ligure Marina (Piazzale Buraggi, ore 21,15) lunedì 11 agosto Antonetta Carrabs, presidente di Zero Confini Onlus presenterà “Viole per Enza, sette storie di donne, sette storie di violenza” (Lieto Colle Editore). Conduce la serata Stefania Bonora e seguirà spettacolo teatrale diretto da Luisa Zanoli e momenti musicali con Ubaldo Achiardi, Martina Galvagni, Caterina Frauto e Riccardo Pampararo.

«VioleperEnza vuole dare voce a donne di coraggio che, in ogni angolo del mondo, si battono o si sono battute per importanti cause. Donne capaci di cambiare il corso della storia: donne che hanno lottato per le battaglie civili, per dire no alle mafie, per dire no all’assolutismo e alla repressione dei popoli, per dire no alla violazione dei diritti umani. Donne che non hanno avuto paura e che hanno urlato il loro no sacrificando le cose più preziose: la libertà e spesso la loro stessa vita. Il racconto della loro storia ha lo scopo di riportare lo spettatore ad un assoluto realismo, dirompente, dei fatti che hanno coinvolto e coinvolgono nella loro specificità le protagoniste».

«La sfida di questo libro e di questo spettacolo è di gettare luce sugli avvenimenti e sulle cause che li hanno determinati affinché il tempo non cancelli il loro coraggio e il loro martirio. Enza vuole essere la donna simbolo che possa rappresentarle tutte. Donne come Isoke Aikpitanyi, la ragazza nigeriana di Benin City che, dopo essere riuscita a liberarsi dalla schiavitù della prostituzione impostale dall’alleanza tra mafia nigeriana e criminalità italiana, è diventata la paladina delle donne vittime della tratta. Donne come la giornalista russa Anna Politkovskaja, che durante la sua attività professionale non ha mai smesso di denunciare i crimini russi della guerra in Cecenia. E poi Lea Garofalo, testimone di giustizia vittima della ‘Ndrangheta, Nahal Sahabi e Neda Agha-Soltan, vittime della repressione di stato in Iran. Marisela Ortiz Rivera, impegnata nella lotta contro il femminicidio a Ciudad Juarez, e Assetou Billa Nonkane e la sua lotta contro le mutilazioni genitali».

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