LA NONNA DEL CORSARO NERO – INCONTRO CON ALESSANDRO ANDREIS: L’OTTIMISTA

di Sandra Berriolo – Un po’ di attenzione all’agricoltura, in una città che Alessandro Andreis Studio Rossello 2dice di avere una forte vocazione agricola e una spinta imprenditoriale in questo settore che non vuol mollare. Il neo assessore alle attività produttive ha anche la delega all’agricoltura e io voglio capire come mai per la prima volta questi due settori sono stati uniti. «L’agricoltura è sempre stata un po’ frazionata nelle competenze; ad esempio gli agriturismo erano gestiti in Comune dallo stesso ufficio cui competono estetiste, barbieri e istituti di massaggi. È anche abbastanza ovvio visto che si tratta di attività anche commerciale. Poi c’è l’attività di promozione che era affidata all’Ufficio Turismo, mentre i Lavori Pubblici si incaricavano delle infrastrutture; solo che Albenga non è città industriale, in questo caso le infrastrutture sono le strade poderali, l’acquedotto, la canalizzazione delle acque».

Quindi adesso fa tutto lei? «No no ci mancherebbe! Credo che quelli che hanno più competenza tecnica sono gli impiegati e i dirigenti che da anni lavorano negli uffici; la politica deve dare le idee per un migliore sviluppo della città ma senza il lavoro degli uffici competenti non si va da nessuna parte. Esiste già un “Tavolo verde” da anni ma voglio che gli argomenti su cui ci si consulta siano di conoscenza per tutti gli uffici di competenza. Abbiamo creato l’Area di Sviluppo Territoriale, nell’ambito dei Lavori Pubblici, per avere una pianificazione e organicità di quello che vogliamo fare. C’è quindi una competenza specifica in queste materie e si vuole anche collaborare coi Paesi limitrofi per i lavori che interessano entrambi. Pensi ad un rio, una strada poderale: a volte sconfinano nel paese vicino e poi tornano in Albenga».

Invece questo accorpamento dell’agricoltura alle attività produttive? Non era già ovvio? «Sì, ma ora c’è una maggior idea di fare impresa insieme: la volontà di trovare nuovi modi per far collaborare le stesse realtà economiche e pure quelle collaterali, ad esempio ristoranti e produttori agricoli, ovviamente con l’aiuto della Camera di Commercio. Esistevano già iniziative pregevoli ma forse un po’ scoordinate tra loro; bisogna mettere tutto a “sistema” e in evidenza per il fruitore. Ad esempio ci sono molte Sagre dalle nostre parti, ma il Comune potrebbe dare il Patrocinio a quelle che promuovono il prodotto locale, aiutando gli organizzatori a metterle in risalto».

Ma al turista interessa tutto ciò? «Io credo che un po’ i nostri turisti vadano educati e informati però so per certo che all’estero c’è curiosità per i nostri prodotti; noi dobbiamo dare continuità alle iniziative e importanza, credendoci fortemente».

Ma già si sono creati Marchi di territorio, promozioni nelle Fiere internazionali, che si può fare di più? «In realtà bisogna fare meglio, non rubricasandrahome1necessariamente di più. Bisogna fare una pianificazione più ampia: non si vende solo l’aromatica o l’albergo, ma bisogna vendere il territorio. Guardi il comune di Finale come è stato bravo a creare un territorio interessante e vendibile. Inoltre dovremmo collaborare con le zone vicine per un prodotto più interessante. Ad esempio Alassio è diversa da Albenga ma mettendo insieme le loro peculiarità possono diventare una forza».

Ma i produttori, gli imprenditori hanno voglia di lavorare in questo senso? «Certo la collaborazione non è una caratteristica ligure, ma io sono ottimista. Sento nei produttori agricoli la necessità di avere un confronto costante, hanno voglia di fare ma spesso non trovano la strada. Questa crisi è tosta ma forse è da essa che bisogna prendere spunto per essere concreti e operativi».

* La Nonna del Corsaro Nero: la rubrica Corsara di Sandra Berriolo